Sanatoria edilizia lungo le coste: ora il PD è contrario (la faccia è salva)

Sì, per il PD la sanatoria edilizia lungo le coste della nostra Isola è stata uno scherzo. Un colpo di sole di questa lunga e calda estate siciliana. I vertici di questo partito si schierano contro il provvedimento. E quello che sembrava un grande abbraccio tra centrodestra e centrosinistra – magari l’anticipo di un’alleanza politica ed elettorale antigrillina – tramonta, si racconta dopo una telefonata romana…Ma la partita non è ancora chiusa. Il 2 Agosto, all’Ars, potrebbe succedere di tutto

Due giorni fa, a Sala d’Ercole, sede del Parlamento siciliano, centrodestra e centrosinistra erano d’accordo: sì alla sanatoria edilizia lungo le coste. Ieri, invece, la marcia indietro del PD. Della serie: abbiamo scherzato. Che è successo? A quanto si sussurra, una telefonata romana avrebbe fatto cambiare idea ai vertici del Partito Democratico siciliano.

Così il segretario regionale di questo partito, Fausto Raciti, che nei giorni scorsi non aveva proferito parola, ha ritrovato improvvisamente la favella e ha vergato il seguente comunicato stampa:

“Ci auguriamo che prevalga il buon senso e che, nella seduta dell’Ars di Martedì prossimo, quando si concluderà l’esame del testo unico per l’edilizia, nessuna iniziativa parlamentare tenti di introdurre norme di sanatoria”.

La dichiarazione di Raciti è stata associata a quella del capogruppo del PD all’Ars, Alice Anselmo, e della presidente della commissione Territorio e Ambiente dello stesso Parlamento dell’Isola, Mariella Maggio.

I tre esponenti del PD vanno più in là:

“Il recepimento del testo unico per l’edilizia rappresenta un passaggio importantissimo per mettere ordine ad un settore fondamentale nella nostra regione. Se dovessimo arrivare a discutere in aula emendamenti di sanatoria facciamo appello a tutte le forze politiche, ad iniziare da quelle di maggioranza, per respingere in maniera compatta, senza ambiguità o doppiogiochismi, quello che suonerebbe come uno sfregio alla Sicilia”.
Che cosa può essere successo? Ci sarà stata di certo la protesta dei sindaci dei Comuni siciliani – non sono tanti, ma ci sono – che stanno provvedendo a fare abbattere le abitazioni realizzate entro i 150 metri dalla battigia. Sono abitazioni fuori legge e debbono essere abbattute. Ed è semplicemente allucinante che gli abitanti di tali case paghino acqua e luce: se sono fuori legge com’è possibile che usufruiscano di questi servizi?
Chi non deve esserci rimasto bene nel sentire di questa sanatoria potrebbero essere anche i magistrati che stanno creando i presupposti per fare applicare la legge ai sindaci riottosi.
Ma, forse, la cosa che potrebbe aver convinto i vertici del PD siciliano a mettere da parte la sanatoria edilizia lungo le coste potrebbe essere stata qualche telefonata romana: qualche alta autorità alla quale i vertici del Partito Democratico dell’Isola non hanno potuto dire di no.

Un lancio dell’Agi riporta una dichiarazione di Ermete Realacci, presidente della Commissione Ambiente Territorio e Lavori pubblici della Camera dei deputati:

“Sarebbe una vergogna inaudita per l’Assemblea regionale siciliana approvare l’emendamento che introduce la sanatoria e ritengo che, vista la sua gravità, il Governo non potrebbe fare altro che impugnare questa norma regionale. Di questo ho già parlato con il ministro Galletti, che ha promesso di attivarsi”.

Si tratta di Gian Luca Galletti, Ministro dell’Ambiente.

“Questo testo – ricorda Ermete Realacci – mentre ancora non era stato nemmeno discusso dalla commissione Ambiente dell’Ars, veniva, non a caso, sventolato dagli abusivi di Licata mentre protestavano contro gli abbattimenti voluti dal sindaco del Comune, Angelo Cambiano, che la sera del 9 maggio ha subito una pesante intimidazione, seguita da un altro attentato al dirigente dell’ufficio tecnico, ed ha poi ricevuto, tra gli altri, la solidarietà del ministro Alfano”.

Gianfranco Zanna, presidente regionale di Legambiente Sicilia dice:

“Chiediamo ai parlamentari siciliani di far prevalere l’etica e la morale e di bocciare nuovamente questo ennesimo tentativo di sanare l’insanabile”.

“Purtroppo avevamo visto lungo – aggiunge Zanna -. Nonostante la soddisfazione per la bocciatura in commissione Ambiente del tentativo di sanatoria, avevamo espresso preoccupazione per il fatto che il vergognoso emendamento lo avevano bocciato solo 5 deputati, mentre 4 avevano votato a favore e 3 si erano astenuti. Adesso il deputato Fazio ci riprova e in Aula, lo abbiamo già constatato altre volte, la situazione potrebbe facilmente essere ribaltata. È ancora difficile far capire che le sanatorie producono solo danni, oltre che a bruttezza. Occorre rompere definitivamente questa logica scellerata”.

Poi alcune considerazioni del parlamentare Girolamo Fazio: è lui che ha presentato l’emendamento al disegno di legge sull’edilizia per sanare le abitazioni realizzate lungo le coste siciliane:

Fazio si sofferma sulla quasi contemporanea emanazione di tre norme: il condono edilizio del 1985, la legge regionale di recepimento dello stesso condono edilizio, e il decreto Galasso.
“A causa dei dubbi sull’immediata applicazione in Sicilia del decreto Galasso – spiega – molti uffici tecnici comunali, ignorando all’epoca la norma intervenuta, o male interpretandola, hanno concluso gli iter concessori senza tenere conto della preventiva autorizzazione paesaggistica delle soprintendenze. Molti cittadini siciliani si sono quindi ritrovati, inconsapevolmente ed incolpevolmente, titolari di sanatoria edilizia o di concessioni illegittime. L’emendamento da me proposto, che era già stato accolto in commissione Ambiente, assegna alle Soprintendenze l’obbligo di esprimere, ancorché in termini successivi, ora per allora, la valutazione di compatibilità paesaggistica che non venne data al momento della definizione delle concessioni, restituendo legittimità all’ignaro concessionario e regolarizzando molte abitazioni che in questi anni non hanno potuto essere ristrutturate, né vendute e acquistate”.
Rimane il dubbio: che centra tutto questo con le case costruire entro i 150 metri dalla battigia? Forse il parlamentare di centrodestra fa riferimento alle abitazioni costruite prima dell’approvazione, da parte del Parlamento siciliano, della legge regionale n. 78 del 1976? Infatti è questa la legge che ha introdotto nella nostra Regione l’inedificabilità assoluta entro i 150 metri dalla battigia. Chi ha costruito entro i 150 metri dalla riva del mare dopo l’approvazione di tale legge è fuori legge. Punto.

“È importante sottolineare – prosegue Fazio – per evitare qualsiasi equivoco, che non viene operata una riapertura di termini di condono e non sono introdotte nuove possibilità di sanatoria edilizia. Si tratta solo di un aggiustamento di tipo procedimentale che restituisce piena efficacia e legittimità alle autorizzazioni edilizie ed alle sanatorie già concesse”.

Come si può notare, anche nella descrizione del provvedimento all’esame dell’Ars, c’è un po’ di confusione. Di quali “sanatorie già concesse” parla l’onorevole Fazio? Nessuna autorità può concedere sanatorie edilizie entro i 150 metri dalla battigia.
Lo sanno i sindaci di alcuni Comuni siciliani – pochi, ma ci sono – che hanno iniziato a buttare giù le abitazioni abusive realizzate lungo le coste. Uno l’ha citato Realacci: il sindaco di Licata. Ma, lo ribadiamo, ce ne sono altri.
Anche la magistratura sta provvedendo a spingere i sindaci a far rispettare la legalità.
Forse la sanatoria edilizia lungo le coste – operazione, lo ricordiamo, che non è ancora sventata, perché in Aula (cioè a Sala d’Ercole, sede del Parlamento siciliano) il prossimo 2 Agosto può succedere di tutto – punta a bloccare magistratura e sindaci che stanno provando a riportare la legalità?

Aggiornamento 1 Agosto:

Dopo le polemiche, il Presidente dell’Ars, Giovanni Ardizzone, ha stoppato la norma giudicandola ‘incostituzionale’. Meglio tardi che mai…

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