Scuola-ANIEF: bloccare il trasferimento dei docenti nelle città colpite dal terremoto

Per l’organizzazione sindacale, non è il caso di applicare la “chiamata diretta”, ovvero la ‘deportazione di docenti’, come ormai viene chiamato il trasferimento di questo personale, quasi sempre dal Sud al Nord. In effetti, con tutta la buona volontà dove dovrebbero trovare alloggio i docenti ‘trasferiti’ nelle città colpite dal terremoto? Nelle tendopoli?

Per l’organizzazione sindacale, non è il caso di applicare la “chiamata diretta”, ovvero la ‘deportazione di docenti’, come ormai viene chiamato il trasferimento di questo personale, quasi sempre dal Sud al Nord. In effetti, con tutta la buona volontà dove dovrebbero trovare alloggio i docenti ‘trasferiti’ nelle città colpite dal terremoto? Nelle tendopoli?

Adesso come la mettiamo con i docenti delle scuole che, con la “chiamata diretta” – prevista dalla ‘Buona scuola’ voluta dal Governo Renzi – dovrebbero essere trasferiti nelle aree colpite dal terremoto? Ve l’immaginate i docenti siciliani, calabresi, pugliesi che dovrebbero prendere servizio nelle cittadine colpite dal sisma? In quali locali scolastici dovrebbero andare ad insegnare? E dove dovrebbero andare ad abitare? Anche loro nelle tendopoli?

Possono sembrare domande fuori luogo in un momento tragico come l’attuale. Ma se il sindacato ANIEF-CISAL se lo chiede un motivi ci sarà: perché, tra qualche giorno, in teoria, i docenti (quasi tutti del Sud) trasferiti nelle città colpite dal terremoto dovrebbero comunque prendere servizio.

Possibile? Per ANIEF-CISAL non è un discorso che sta in piedi: così il sindacato chieede Anief-Cisal “provvedimenti urgenti per avvio regolare nuovo anno, proroga mobilità e stop chiamata diretta docenti nelle zone colpite dal terremoto”.

L’associazione sindacale si appella al Governo e al Miur affinché “si adoperino con celerità nell’adottare tutte le misure per permettere l’avvio delle lezioni in quelle zone dove le scuole non sono più agibili o dove non è garantita la sicurezza e l’incolumità di chi le frequenta, ad iniziare dagli alunni”.

Le scuole vanno aperte anche in un momento difficile come questo. “E’ bene che in tutte le zone colpite dal sisma – dice Marcello Pacifico, presidente dell’ANIEF-CISAL – le date di scadenza delle operazioni di mobilità ancora da attuare, ad iniziare dalle utilizzazioni e assegnazioni provvisorie, vengano procrastinate. Come sarebbe bene procedere all’individuazione dei docenti inseriti negli ambiti territoriali attraverso le modalità adottate fino allo scorso anno scolastico”.

Insomma, evitare i trasferimenti e lasciare che a insegnare siano i docenti locali.

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