Scuola/ Aumenti ridicoli per docenti e personale Ata. Anief: ci rivolgeremo alla Giustizia
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Scuola/ Aumenti ridicoli per docenti e personale Ata. Anief: ci rivolgeremo alla Giustizia


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In effetti gli aumenti – peraltro decisi a un mese dal voto per le elezioni politiche – sono veramente irrisori. In pratica, si tratta di incrementi con una percentuale tre volte inferiore all’inflazione, nel frattempo aumentata di ben 14 punti! Marcello Pacifico: “Accordo a perdere. Bisogna subito rivolgersi ai Tribunali per avere giustizia” 

Gli stipendi di docenti e personale Ata verranno incrementati di appena il 3,48%: una percentuale tre volte inferiore all’inflazione, nel frattempo aumentata di ben 14 punti!

L’accordo economico raggiunto non copre nemmeno l’indicizzazione dell’indennità di vacanza contrattuale sul tasso di inflazione programmata, salito del 5,5%. Nel tentativo maldestro di innalzare gli stipendi più bassi dell’area Ocse, dopo la Grecia, e di adottare un aumento almeno pari a quello introdotto nel resto della Pubblica Amministrazione, è stato deciso, con l’avallo dei soliti sindacati, di assegnare “a pioggia” solo la metà del fondo nazionale del merito: producendo la bellezza di 4,5 euro a lavoratore, mentre l’altra metà dei 200 milioni annui verrà assegnata attraverso la contrattazione d’Istituto, in linea con quanto previsto dal decreto legislativo Brunetta 150/2009, dalla Legge Madia 124/2015 e dalla Legge 107/2015, tutti orientati alla valutazione e premialità dei dipendenti pubblici. Trattandosi, infine, di aumenti lordo Stato, va ricordato che le cifre che circolano in queste ore vanno fortemente decurtate.

Dice Marcello Pacifico, presidente dell’Anief-Cisal:

“E’ chiaro che un contratto di questo genere non può soddisfare noi come Anief-Cisal ma nemmeno i lavoratori del comparto. Come si fa a dire ad un dipendente della scuola che deve essere felice di vedersi accreditare solo un terzo della somma che il costo della vita gli ha sottratto negli ultimi anni? Inoltre, ancora una volta, l’Italia ignora le chiare indicazioni pervenute dalla Corte di Cassazione che ha disapplicato l’illegittima discriminazione e accordato cospicui risarcimenti ai danneggiati, oltre che della giurisprudenza comunitaria. E’ il motivo per cui continuiamo a chiedere a tutto il personale, docenti e Ata, di rivolgersi in tribunale, per non soccombere dinanzi all’ennesimo accordo a perdere”.

11 febbraio 2018

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