Scuola: a cosa serve il diploma in quattro anni? A tagliare 30 mila cattedre. Ma l’assessore Lagalla l’ha capito?
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Scuola: a cosa serve il diploma in quattro anni? A tagliare 30 mila cattedre. Ma l’assessore Lagalla l’ha capito?


Time Sicilia

Dopo la’Buona scuola’ (un fallimento totale) e dopo ‘L’alternanza scuola lavoro’ (come mettere gli studenti al servizio delle imprese ‘a gratis) arriva la nuova ‘bacarata’ del Governo nazionale a guida PD: il diploma in quattro anni. Obiettivo: ‘incrementare l’ignoranza’ tra i giovani e risparmiare sulla scuola (30 mila cattedre in meno: questo il progetto). E l’assessore siciliano Roberto Lagalla si complimenta…

Dal prossimo anno – cioè da domani – la Banca Centrale Europea (BCE) inizierà a ridurre l’acquisto dei titoli di Stato dei Paesi UE. Nel 2018 ogni famiglia italiana pagherà circa 900 euro in più per energia elettrica e gas. E tutti gli automobilisti pagheranno di più per percorrere le autostrade. Il prossimo anno scolastico – per licei e scuole superiori – sperimenterà il diploma in quattro anni. Obiettivo: risparmiare anche sulla scuola per portare i soldi al ‘predoni’ dell’Unione Europea dell’euro.

Proprio sulla nuova vergogna italiana – i tagli alla scuola – intervengono l’ANIEF e l’assessore all’Istruzione della Regione siciliana, Roberto Lagalla.

“Il Miur – scrive in un comunicato il sindacato della scuola ANIEF – ha appena pubblicato la lista delle scuole secondarie di secondo grado dove da settembre 2018 partirà una classe con il percorso di studi quadriennale: da gennaio gli studenti potranno candidarsi al tour de force, in classe e a casa. Sull’iniziativa, il sindacato continua ad avere più di una perplessità: l’operazione, infatti, potrebbe sottintendere l’obiettivo di tagliare un anno di corso di studio e cancellare, una volta a regime, circa 30 mila cattedre e anche delle unità di personale Ata”.

Ecco il vero motivo del diploma in quattro anni, contrabbandato come una “grande riforma” della scuola. Come una scuola che toglie agli studenti un anno di scuola possa essere considerata una “grande riforma” è un mistero. ma con il PD al Governo di un’Italia sempre più sfasciata ormai c’è da aspettarsi di tutto.

Insomma: dopo la legge sulla ‘Buona scuola’, che è stata un fallimento totale, e dopo ‘L’alternanza scuola-lavoro’ chiesta dalle società estere che hanno rilevato migliaia e migliaia di aziende italiane (COME POTETE LEGGERE IN QUESTO ARTICOLO DI DUE ANNI FA CHE DEVE ESSERE AGGIORNATO) per far lavorare gratis gli studenti arriva, adesso, il diploma in quattro anni.

Ennesima dimostrazione che l’Italia è ormai un Paese alla frutta!

“Viene poi da chiedersi – prosegue il comunicato dell’ANIF – perché non si decida di anticipare la primaria a cinque anni di età, creando un anno ‘ponte’ coi maestri di infanzia e primaria in copresenza, che permetterebbe di dare un adeguato supporto agli alunni nell’anno più difficile del loro percorso scolastico. Ancora di più oggi, dopo l’approvazione della Legge 107/2015, che le classi ‘Primavera’ sono diventate ordinamentali a 3 anni. Ma l’aspetto che forse più non quadra è quello dell’obbligo scolastico che rimarrebbe infatti intatto fino al 16 anno di età, contrariamente a quanto originariamente previsto dal ministro Berlinguer”.

Aggiunge Marcello Pacifico, presidente dell’ANIEF:

“Stando così cose, viene da chiedersi a cosa serva diplomarsi prima, se poi il tasso di dispersione scolastica rimane elevato e le iscrizioni all’università sono drasticamente diminuite negli ultimi dieci anni. Se vogliamo davvero adeguarci all’Europa, dove comunque solo alcuni Paesi fanno uscire i loro studenti dalla scuola pubblica in coincidenza della maggiore età, perché allora si continuano ad ignorare le indicazioni della stessa Unione Europea sulla non discriminazione del personale precario?”.

“Lo stesso vale – aggiunge – per gli stipendi dei docenti italiani rispetto a quelli dei colleghi europei che ora il Governo vuole incrementare con aumenti miseria. Per non parlare delle ore di lavoro settimanali di lezione dei docenti in Europa, mediamente più basse di quelle svolte dai nostri. Al nuovo Governo spetterà fornire un’adeguata risposta: capire se la strada da percorrere è quella delle sperimentazioni che non portano lontano oppure – conclude Pacifico – rispettare finalmente le buone norme approvate da Bruxelles”.

Sulla vicenda registriamo un comunicato del già citato Roberto Lagalla, assessore all’Istruzione e alla Formazione professionale, che esprime “vivo compiacimento per l’accesso di quattro scuole secondarie di secondo grado della Sicilia al progetto di sperimentazione del Miur​,​ per il conseguimento del diploma in quattro anni”.

“Mi auguro che lo stesso possa ulteriormente estendersi nel prossimo futuro ad altri istituti – dichiara Lagalla – con l’obiettivo di garantire un percorso formativo snello ed efficace, tale da consentire ai giovani un più tempestivo approdo all’istruzione universitaria e al mondo del lavoro. Da parte dell’Assessorato e del Governo regionale non mancherà, per quanto di competenza, il più ampio sostegno alle ulteriori iniziative che, nel merito, potranno essere proposte ed adottate dal sistema scolastico regionale e dai suoi organi di gestione. Intanto rivolgo agli studenti e ai docenti del liceo Gonzaga di Palermo, del liceo scientifico Ruiz di Augusta, del liceo classico Ruggero Settimo e del liceo scientifico Sebastiano Mottura di Caltanissetta, sinceri complimenti e l’augurio di buon lavoro”.

P.s.

Come commentare l’incredibile presa di posizione dell’assessore Lagalla? Intanto è in linea con il nuovo Governo regionale di Nello Musumeci che, già dalle prime battute, si annuncia peggiore del Governo regionale precedente. 

Lagalla – che ha anche la delega alla Formazione professionale – ha già dato un saggio della sua ‘sapienza’ sulla stessa Formazione (COME POTETE LEGGERE QUI).

Ora ci ‘delizia’ con il suo autorevole parere sul diploma in quattro anni…

Assessore Lagalla, si offende se le diciamo che ha perso una buona occasione per stare zitto? 

 

31 dicembre 2017

Autore

TimeSicilia


ONE COMMENT ON THIS POST To “Scuola: a cosa serve il diploma in quattro anni? A tagliare 30 mila cattedre. Ma l’assessore Lagalla l’ha capito?”

  1. Marco Pognante ha detto:

    Grande articolo. Ogni commento é superfluo!!!!!

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