Scuola: per i docenti nuovi incarichi aggiuntivi senza aumento di stipendio con il sì dei sindacati tradizionali
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Scuola: per i docenti nuovi incarichi aggiuntivi senza aumento di stipendio con il sì dei sindacati tradizionali


Time Sicilia

ANIEF all’attacco: “Sul rinnovo del contratto, siamo alla follia: l’Aran propone nuove mansioni obbligatorie a costo zero e sanzioni verso i docenti”. I docenti dovranno monitorare il lavoro svolto dagli studenti. E così come gli studenti non vengono pagati, neanche gli studenti verrebbero pagati! La vergogna di una scuola italiana che il Governo del PD sta svendendo all’aziendalismo più sfrenato!

Sulla scuola il Governo Gentiloni prosegue sulla linea della ‘Buona scuola’ del Governo Renzi: alle penalizzazioni per gli studenti, costretti a lavorare gratis per le imprese, si aggiungono nuove mansioni per i docenti, che dovranno verificare il lavoro degli stessi studenti presso le aziende. Il tutto ‘a gratis’, senza un aumento delle retribuzioni.

Questa, in sintesi, la proposta avanzata la scorsa settimana dall’Aran, l’Agenzia per la rappresentanza negoziale che rappresenta legalmente le pubbliche amministrazioni italiane nella contrattazione collettiva nazionale.

Insomma, con il Governo di centrosinistra ‘europeista’ di Gentiloni e del PD considera la scuola non al servizio degli studenti, ma al servizio delle aziende, con i docenti chiamati a fare la propria parte anche nelle ‘faccende ‘aziendaliste’.

“Nelle ultime ore – leggiamo in un comunicato dell’ANIEF, il sindacato dei docenti della scuola che difendei docenti – stanno emergendo dei dettagli importanti sulla proposta presentata per iscritto dall’amministrazione pubblica, ma sottaciuta dai sindacati maggiori: mentre sugli aumenti tutto tace e si rimanda alla prossima settimana, l’incontro si è concentrato sulla richiesta di introdurre nel contratto delle nuove mansioni innovative, dei veri e propri servizi obbligatori, come il tutoraggio degli studenti delle superiori, impegnati nelle attività di azienda scuola-lavoro e la formazione annuale. La quale, proprio come temeva l’ANIF, diverrebbe una componente di fatto aggiuntiva, senza che vi sia un corrispondente incremento in busta paga, visto che dai bonus, ammesso che si riesca, al massimo si otterrebbero 20 euro netti mensili”.

“Rasenta l’assurdo poi la ‘stretta’, sempre chiesta dall’Aran – leggiamo sempre nel comunicato dell’ANIF – sulle sanzioni disciplinari: si vuole introdurre, infatti, la possibilità di far assegnare, direttamente dal capo d’istituto, multe pari fino a 4 ore di lavoro e la sospensione dal servizio fino a 10 giorni lavorativi. Pesanti sanzioni scatterebbero, inoltre, qualora un docente dovesse comunicare con i suoi alunni via Facebook o Whatsapp”.

Commenta Marcello Pacifico, presidente dell’ANIEF-CISAL:

“Invece di pensare ad introdurre norme più snelle e adeguate alle necessità, come la cancellazione degli articoli del Ccnl che continuano a discriminare il personale precario rispetto a quello di ruolo, ci si concentra su disposizioni che sconfinano dal contratto di lavoro, perché è ovvio che chi va oltre le finalità educative incorre già in sanzioni di carattere penale. Viene da chiedersi, inoltre, come si fa a pensare di ampliare gli incarichi obbligatori senza prevedere incrementi stipendiali paralleli”.

Quindi la ‘botta’ ai sindacati tradizionali:

“Questi signori sindacalisti, di fronte a certe proposte, avrebbero dovuto alzare i tacchi e andarsene indignati. Invece, non solo non l’hanno fatto, ma nemmeno lo hanno denunciato, visto che a far trapelare la proposta indecente sono stati dei sindacati non allineati”.

“A questo punto – prosegue Pacifico – vorrà dire che i motivi per cui non si deve sottoscrivere questo contratto-farsa sono almeno due: la mancata copertura dei già modestissimi 85 euro lordi medi che, dopo quasi 10 anni, porterà tra i 27 euro e 52 euro netti a lavoratore e l’arretramento dei diritti a stipendio praticamente fermo. Sembra di raccontare la vertenza con un datore di lavoro al cospetto della sua azienda. Invece, in quelle stanze dell’Aran si gioca con il destino di 800 mila insegnanti e 300 mila Ata. Che, di questo passo, non solo verranno pagati peggio, ma si ritroveranno anche meno diritti dei colleghi del privato. Un motivo in più per scioperare due volte a fine mese e a febbraio”.

14 gennaio 2018

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