Scuola/ I renziani sui docenti del Sud: quant’è bello filosofeggiare sul ‘culo’ degli altri!

Oggi i docenti del Sud Italia protestano contro la follia del loro trasferimento al Nord. Davvero incredibile i commenti dei renziani sulla rete: “Non possono parlare di deportazione!”, “In fondo oggi hanno un posto fisso” e altre amenità varie. Ma questi ‘scienziati’ che parlano e scrivono hanno mai provato a vivere a Milano e dintorni con 650-800 Euro al mese? E’ proprio vero: ‘u sazio nun cridi a lu diunu…

Oggi i docenti del Sud Italia protestano contro la follia del loro trasferimento al Nord. Davvero incredibile i commenti dei renziani sulla rete: “Non possono parlare di deportazione!”, “In fondo oggi hanno un posto fisso” e altre amenità varie. Ma questi ‘scienziati’ che parlano e scrivono hanno mai provato a vivere a Milano e dintorni con 650-800 Euro al mese? E’ proprio vero: ‘u sazio nun cridi a lu diunu…

Ci sono due immagini di queste ore che gl’italiani dovrebbero fissare e ricordare. Da una parte i docenti delle scuole, quasi tutti del Sud Italia, costretti a emigrare nel Nord del Paese – in molti casi a 40 o  anche a 50 anni – per continuare a lavorare. Dall’altra parte la faccia sorridente del nostro presidente del Consiglio che, non si capisce bene a che titolo, è volato in Brasile per assistere alle Olimpiadi, non sappiamo se a proprie spese o a spese della collettività.

Da una parte circa 50 mila docenti – questo il numero fornito dai sindacalisti dall’ANIEF – che soffrono. Dall’altra parte il protagonista di questa legge-scempio sulla scuola, Renzi, che se la spassa.

Da una parte – succede proprio oggi – i docenti della scuola che scendono in piazza per protestare in tante città del Sud. Dall’altra parte Renzi che viaggia, viaggia, viaggia. E pontifica con i suoi luoghi comuni sulle vite degli altri.

Senza voler entrare nel merito della riforma – argomento che lasciamo agli addetti ai lavori – non sfugge a un qualunque osservatore il punto folle dell’applicazione di tale legge: l’algoritmo che decide la vita di 50 mila persone che lavorano nel mondo della scuola chi da quindi anni, chi da vent’anni, chi – addirittura! – da venticinque anni.

Ribadiamo: sono quasi tutte persone del Mezzogiorno d’Italia, nella stragrande maggioranza dei casi uomini e donne con figli.

Nella testa di Renzi e della Ministra, Stefania Giannini, queste persone dovrebbero lasciare le città dove vivono e lavorano da sempre per emigrare al Nord.

Attenzione: se i docenti delle scuole italiane avessero retribuzioni pari a quelle dei loro pari grado della Germania non ci sarebbero problemi.

Per la cronaca, un docente tedesco, quando inizia ad insegnare, gode di una retribuzione pari a circa mille e 500-mille e 600 Euro mensili. Dopo dieci anni di insegnamento è già a 3 mila Euro mensili. Dopo quindici anni di insegnamento arriva, o supera di poco, i 3 mila e 500 Euro.

Dopo 20-25 anni di insegnamento nelle scuole tedesche, un docente supera i 4 mila Euro al mese.

Se un docente italiano guadagnasse tanto sarebbe di certo dispiaciuto di lasciare la terra dov’è nato e vissuto, ma non troverebbe difficile lasciare il Sud per trasferirsi al Nord. Anzi, con molta probabilità, se le condizioni glielo consentissero, si trasferirebbe con tutta la famiglia nel Nord Italia.

Il problema che Renzi, la Ministra Giannini fanno finta di non sapere è che un docente della scuola italiana – con riferimento ai Licei o, in generale, alle superiori – dopo 25 anni di insegnamento non supera i mille e 600 al mese (mille e 300 Euro al mese per i docenti delle altre scuole).

Mettetevi nei panni di chi – padre o madre – deve emigrare per andare a lavorare al Nord. Se ha figli – e in molti casi la situazione è questa – deve lasciare almeno la metà della retribuzione – per la famiglia.

Dopo di che, con 800 Euro al mese si avventura nel Nord Italia (anche meno di questa cifra per certe categorie di docenti). Che vita faranno queste persone con questa cifra?

Ci rendiamo conto che questa domanda non può interessare né Renzi, né la Ministra Giannini. Come si dice dalle nostre parti, ‘u saziu non cridi a lu diunu… E non interesserà nemmeno il sottosegretario Davide Faraone, che di certo con i suoi 13-14 mila Euro al mese non si può certo occupare dei docenti meridionali che dovrebbero vivere al Nord con 800 Euro al mese o giù di lì!

Sulla rete i renziani filosofeggiano dicendo: “Ma è pur sempre un’assunzione!”, “Non si possono usare termioni come deportazione!” e bla bla bla.

Questi signori che parlano con il ‘culo’ degli altri come se la passerebbero a Milano con 650-800 Euro al mese, dovendo mangiare, dormire e, magari (anche se questo non è previsto nel renzismo-Jobs Act-Buona scuola) vivere? Invece di dire fregnacce hanno provato a immedesimarsi nella vita di queste persone?

La verità è che, con questa riforma della scuola – che solo la sfacciataggine di Renzi e dei suoi accoliti poteva definire “Buona scuola” – si vuole realizzare il seguente obiettivo: molti docenti del Sud non accetteranno questa condizione-capestro e rifiuteranno di continuare a insegnare. 

Il vero obiettivo della “Buona scuola” è questo. Ma Renzi – che presiede il Governo più anti-meridionale e razzista della storia della Repubblica italiana – non ha nemmeno il coraggio di ammetterlo.

Che schifo di Italia, ragazzi!

Foto tratta da controradio.it

 

 

Rispondi