Senato, Giovanni Mauro (GAL): “L’assessore Baccei usa i metodi di Verre”

Il senatore ragusano non esita a paragonare l’assessore regionale all’economia inviato a Palermo dal Governo Renzi a Verre, pretore romano passato alla storia (Cicerone gli dedicò le Verrine) per le sue malefatte in danno dei Siciliani

Sono in corso la Senato le votazioni sul dl enti locali che contiene la clamorosa truffa in danno della Sicilia, alias l’accordo con il Governo nazionale firmato da Crocetta che sacrifica 5 milioni di Siciliani per ingrassare le tasche romane.

L’esito delle votazioni (inizialmente previste per ieri e poi rimandate a stamattina) è praticamente scontato perché il Governo ha posto la questione di fiducia (qui vi diamo dettagli sull’accordo e sulla seduta di ieri) e perché della Sicilia non importa nulla alla stragrande maggioranza dei deputati, quelli siciliani e del PD in primis, come ha spiegato bene il senatore Francesco Campanella di Sinistra italiana in questa intervista. 

Non appena si concluderanno le votazioni vi daremo i nomi di tutti i senatori siciliani che hanno votato a favore della truffa. E anche di tutti gli altri.

Intanto richiamiamo la vostra attenzione sul discorso pronunciato in Aula dal senatore Giovanni Mauro, ragusano del gruppo GAL che, ovviamente interviene sull’articolo 11 del dl (che sancisce l’accordo truffa) ma non solo…

Eccolo:

“All’articolo 11 di questo decreto si consuma un altro momento che ci da la prova della visione di assoluto dispregio delle esigenze non solo immediate ma anche delle esigenze di sopravvivenza degli organismi. L’articolo 11, infatti, contempla la presa d’atto dell’accordo istituzionale, che loro avrebbero chiamato di finanza pubblica, tra lo Stato e la Regione siciliana. Sapete cosa è accaduto nella Regione siciliana? È stato mandato direttamente da Firenze un tale  Baccei con l’incarico di svolgere il ruolo di assessore regionale alle finanze. Fecero lo stesso poco più di 2000 anni i romani con il proprio Senato mandando Verre in Sicilia”.

“Ebbene, – prosegue Mauro-  è arrivato il professor Baccei e ha utilizzato gli stessi metodi di Verre. Infatti io potrei molto semplicemente dirvi che Baccei non è brava persona ma si salva il resto come si sarebbe potuto dire di Verre che non era brava e proba persona, era piuttosto rapace, ma poteva salvare il Senato romano che lo aveva mandato. No! Sono uomini – oggi Baccei come Verre a suo tempo – che utilizzano la forza, la determinazione e il potere che viene loro dallo Stato centrale per assumere atteggiamenti davvero sconfortanti e di mancanza assoluta di rispetto non solo nei confronto dei siciliani, ma delle prerogative costituzionali dello Statuto siciliano.

“Hanno fatto un accordo per il quale, per avere il riconoscimento della stabilità di bilancio per l’anno 2013, si ingabbia del tutto la possibilità di fare manovre negli anni successivi e si fa anche di più ed è qui che il tallone dello Stato centrale si fa sentire non solo sull’istituzione Regione siciliana, ma sulla faccia di ciascuno delle siciliane e dei siciliani che oggi vivono un travagliato momento di crisi economica e occupazionale. Il tallone è in questo. Erano avviati diversi contenziosi costituzionali – spiega Mauro in Aula-  perché la Regione siciliana doveva ottenere circa 5 miliardi di euro dalle casse dello Stato centrale. Alcuni di questi ricorsi erano già stati vinti. Si fa una transazione per cui, in cambio di 500 milioni di euro, la Sicilia deve ritirare anche il contenzioso avviato. Se questo non avviene, non si ha il riconoscimento sul bilancio 2013 e deve essere dichiarato il default della Regione. Tutto questo avviene alla vigilia di una mozione di sfiducia, presentata al mai troppo vituperato presidente Crocetta, senza un passaggio all’Assemblea regionale. Viene apposta una firma che ha il sapore amaro del ricatto, del non sentirsi alla pari degli interlocutori”.
“Lo Stato- aggiunge il senatore ragusano-  presenta ancora una volta questa faccia matrigna; il Governo ci propone come suo atto un provvedimento che parla di Comuni e non della tragedia che i Comuni vivono in questo momento – vi ha fatto cenno la senatrice Comaroli – rispetto, ad esempio, al fenomeno dell’immigrazione. Non dite mezza parola! C’era stato un emendamento che voleva aiutare il Comune di Pozzallo a superare lo stato di default e di dissesto. Il Comune di Pozzallo è l’avamposto del nostro Paese nel Mediterraneo, quello che sta compiendo i maggiori sforzi rispetto all’immigrazione e come ci occupiamo degli enti locali? Con «le pinne, fucile ed occhiali»? Ci occupiamo degli enti locali non scendendo mai nel vivo delle problematiche?
“Passato agosto, avremo settembre: i nostri ragazzi torneranno nelle scuole superiori ancora gestite dalle Province. Cosa dite alle Province? Cosa dite in questo decreto che possa dare tranquillità alle famiglie e ai genitori che mandano i figli a scuola? Sono state manutenute e ripulite prima dell’avvio della nuova stagione? Cosa dite alle scuole che hanno bisogno e non hanno avuto la possibilità di avere il riscaldamento nella scorsa stagione scolastica? Qual è questo Governo, che di tale nome possa fregiarsi, che può del tutto disinteressarsi delle problematiche della quotidianità del popolo che, voglio ricordarvi, è sempre sovrano? A questa maggioranza, che sostiene questo Governo, che anche oggi si accinge a votare una fiducia cieca senza possibilità di interlocuzione, dico che pagherete cari questi prezzi politici. Ai colleghi siciliani voglio dire che non vale fare gli ascari attraversando lo stretto di Messina e dimenticando l’appartenenza al proprio territorio.
Ai colleghi delle altre forze politiche che sostengono il Governo voglio dire che la moralità della politica sta proprio nel fatto di non rinnegare mai ciò per cui si ritiene di aver combattuto”.

Rispondi