I senza tetto di Palermo/ Proposta all’assessore Giuseppe Mattina: perché non utilizzare gli immobili pubblici?
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I senza tetto di Palermo/ Proposta all’assessore Giuseppe Mattina: perché non utilizzare gli immobili pubblici?


Time Sicilia

Pensare agli immobili sfitti dei privati quando ci sono tanti immobili pubblici abbandonati che potrebbero essere sistemati e utilizzati è un errore. Il problema dei senza tetto si risolve alla radice, assegnando le abitazioni disponibili a chi ne ha bisogno

di Tony Pellicane

Caro Giuseppe, preferisco un tono confidenziale e non il titolo acquisito, cioè, quello di assessore, conoscendoti so che lo apprezzerai. La mia non vuole essere una sviolinata ma, senza alcun problema, riconosco che col tuo arrivo nella Giunta comunale di Palermo oggi posso affermare che qualcosa si muove, intanto in termini di dialogo che, negli anni passati e con i tuoi predecessori, praticamente non c’è stato.

Riconosco che, nel sociale e per il sociale, ti sei e ti continui a spendere, la tua esperienza oggi ti fa inquadrare problemi gravi come quelli relativi ai senza tetto e ai poveri in generale, provando a capire come intervenire.

Mi permetto di dirti che non sono completamente d’accordo con la tua visione, i percorsi di accompagnamento, di assistenza e di poter rendere autonome le persone, che siano singoli o nuclei familiari. Queste cose possono essere pratiche positive, ma solo se, alla base, ci siano delle condizioni risolutive concrete e permanenti.

Per un soggetto singolo o una famiglia la casa è quel luogo che gli può permettere di ritrovare quella serenità mentale perduta, solo un attimo dopo si potrà ricominciare a pensare e ad agire per uscire dal baratro e quindi rendersi autonomi.

Raccolgo piacevolmente una frase dettami da Biagio Conte in occasione della sua ulteriore azione di protesta: “Puoi aiutare le persone povere, puoi sostenere e ospitare i senza tetto, puoi stare vicino alle famiglie senza casa… ma se non c’è un percorso che, come obiettivo finale, dia, appunto, una casa a chi non se la può permettere, queste persone e queste famiglie vivranno sempre nell’oblio della precarietà e dell’assistenza a vita”.

L’amministrazione comunale ha il dovere di trovare soluzioni concrete per il superamento di quella che non si può più chiamare “emergenza abitativa”, per il semplice fatto che è diventato un problema cronico, proprio perché ci si è sempre mossi sull’onda di soluzioni tampone, senza mai affrontare il problema dalla radice.

In questi anni si sono messe sul tavolo dell’amministrazione comunale proposte diverse ma realizzabili, proposte che la stessa amministrazione, nella persona del Sindaco, ha ritenute valide. Peccato, però, che le sue affermazioni sulla validità di certe proposte che abbiamo avanzato non hanno mai trovato concreto seguito al Comune di Palermo.

Ci sono percorsi molteplici che potrebbero superare il problema dell’emergenza abitativa, dagli alloggi confiscati alla mafia agli affitti presso il mercato privato, dall’autorecupero di immobili degradati all’utilizzo di immobili di proprietà comunale in disuso, dall’utilizzo delle caserme dismesse alla sospensione di sgomberi e sfratti almeno per un anno…

Ma tu queste cose le sai, caro Giuseppe… Mi permetto inoltre di aggiungere che, è vero che a Palermo esistono oltre 30 mila alloggi sfitti, fossi in te, però, prima di pensare ai privati raschierei il fondo del barile rispetto a tutto quello che si può utilizzare dal pubblico: ad esempio, come mai il Comune non ha mai provato ad intavolare una trattativa con altri enti pubblici o parapubblici proprietari di innumerevoli alloggi, per altri la stragrande maggioranza non utilizzati ? Mi riferisco alla Regione siciliana, all’Inps, all’Impdap, ecc.

Concludo, caro Giuseppe, dicendoti che apprezzo la tua sensibilità e il tuo impegno, mi permetto solo di sollecitare, non a Giuseppe, ma all’assessore comunale Giuseppe Mattina, di avere le spalle larghe per compiere scelte coraggiose che vadano nella direzione di risolvere concretamente e permanentemente la grave questione che i riguarda i troppi senza tetto che vivono per strada e le oltre 2000 famiglie inserite nella graduatoria d’emergenza abitativa.

P.S.

Ecco, magari l’assessore, rispetto alle questioni sociali, potrebbe un attimo battere i pugni sul tavolo della Giunta per prevedere maggiori impegni economici in bilancio.

15 gennaio 2018

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TimeSicilia


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