Sergio Mattarella: più preoccupato per l’Europa dell’euro che per l’Italia
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Sergio Mattarella: più preoccupato per l’Europa dell’euro che per l’Italia


Time Sicilia

Gli ostacoli che si stanno appositamente frapponendo alla nascita di un Governo voluto dagli elettori italiani dimostrano che la previsione di Aldo Moro sul nostro Paese non era errata: anzi 

I Governi Monti, Letta, Renzi e Gentiloni hanno ‘fatturato’ 13 milioni di poveri, di cui 5 milioni di indigenti. Nel novembre del 2011 il debito pubblico italiano era a quota mille e 800 miliardi di euro. Oggi, dopo l’IMU, dopo i tagli alla sanità e, in generale, con i sacrifici imposti agl’italiani perché “ce lo chiede l’Europa”, il debito pubblico italiano è passato a 2 mila e 300 miliardi di euro.

L’Unione Europea dell’euro sta massacrando l’Italia.

Ma oggi quasi tutti i grandi ‘commentatori’ italiani sono “preoccupati” non dei danni che l’Unione Europea dell’euro ha prodotto in Italia, ma dall’assenza di “coperture” per provare a bloccare e, magari, a ridurre le nefandezze prodotte dai Governi italiani della Seconda Repubblica.

Che dire? Che aveva ragione Aldo Moro quando scriveva:

“Questo Paese non si salverà, la stagione dei diritti e delle libertà si rivelerà effimera se in Italia non nascerà un nuovo senso del dovere”.

L’unico “dovere” che avvertiamo in queste ore nelle parole grevi e grigie del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, è la preoccupazione non per l’Italia pensata da Moro, ma per un’Unione Europea alla quale la ‘presunta’ classe dirigente della Seconda Repubblica ha ceduto la sovranità monetaria: la stessa Unione Europea – lo dimostrano i fatti di queste ore – che sta provando a togliere all’Italia anche la sovranità politica.

Di fatto, la gestione di questo post elezioni, da parte del Presidente Mattarella, è tutt’altro che democristiana. Nel senso che non c’è una vera mediazione, ma solo la preoccupazione di non andare oltre il seminato deciso dall’Unione Europea dell’euro.

Alla fine i democristiani erano uomini politici tutto sommato liberi. Di fatto, Moro perde la propria vita per non essersi piegato ai voleri di chi, al di fuori dall’Italia, voleva decidere le sorti del nostro Paese.

Sulla scia di Moro, prima hanno ammazzato l’allora Presidente della Regione siciliana, Piersanti Mattarella (6 gennaio 1980) e poi l’allora segretario del PCI siciliano, Pio La Torre (30 aprile 1982).

Sergio Mattarella non è mai stato un democristiano e meno che mai un leader: alla Dc e alla politica è arrivato per volere dell’allora segretario nazionale dello Scudocrociato, Ciriaco De Mita.

Nella Prima Repubblica Mattarella brillava di luce demitiana, della Seconda Repubblica è diventato uno dei protagonisti del declino dell’Italia.

E il declino continua, continua, continua…

Foto tratta da gazzettacommerciale.com

 

 

18 maggio 2018

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TimeSicilia


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