“Sette miliardi in più alla Sicilia: ma che fine farebbero”?

Un dirigente regionale, che vuole rimanere anonimo per ovvie ragioni, ci invia questa riflessione che volentieri pubblichiamo

Un dirigente regionale, che vuole rimanere anonimo per ovvie ragioni, ci invia questa riflessione che volentieri pubblichiamo

Ho riflettuto a lungo prima di arrivare alle conclusioni che sto per esporre. E non vi nego che che mi hanno causato dolore e amarezza. Ma non si può prescindere dalla verità, per quanto questa possa essere sgradevole.

Il mio tormento comincia a Maggio, quando in edicola, compro una copia de l’Espresso. Con mia grande sorpresa, trovo tra le sue pagine una intervista all’assessore regionale all’Economia, Alessandro Baccei. Verso il quale, lo dico subito, nutro stima. E’ stato indicato da Roma per fare gli interessi del Governo nazionale? Poco importa se nessuno in Sicilia ha avuto nulla da ridire. Il Governo nazionale può indicare non imporre e, considerato il contesto, sta facendo quello che può. D’altronde chi lo ha preceduto, pur avendo natali siciliani, non ha fatto meglio. 

Dicevamo dell’intervista (di cui potete leggere qua, ndr). Baccei, rispondendo alle domande del bravo Giuseppe Oddo, ammette con grande onestà, che le quote di imposte che la Sicilia dovrebbe incassare, per Statuto, e che vengono trattenute dalla Agenzia delle Entrate,  valgono circa sette miliardi di euro l’anno. 

Alla Sicilia, dunque, spetterebbero sette miliardi di euro in più ogni anno che, invece, restano a Roma.

Non mi soffermo sul dibattito relativo all’ammontare preciso della cifra (c’ è chi dice che valgono molto di più, tra questi lo stesso Giovanni Ardizzone che, qualche tempo fa, parlò di 10 miliardi), né sulle sentenze della Corte Costituzionale che sollecitano le parti a trovare una intesa, né sugli ormai frequenti richiami della Corte dei Conti siciliana che parla di decisioni unilaterali e che esorta lo Stato ad una collaborazione ‘leale’, perché non è l’intento di questo mio sfogo. 

La domanda che mi e vi pongo è una sola: ammesso e non concesso che la Sicilia riesca ad incassare i sette miliardi in più ogni anno, che fine farebbero?

So bene che non si arriverà a tanto per ragioni che sono sotto gli occhi di tutti: non c’è una classe politica che si intesti questa battaglia, non c’è una opinione pubblica abbastanza informata da esercitare pressioni in tal senso. Sul perché non sia abbastanza informata, stendo un velo pietoso non volendo accodarmi a chi, con troppa violenza e per i motivi sbagliati, critica una categoria che non sa o non può svolgere il proprio mestiere come dovrebbe. 

Da Maggio ad Settembre, dunque, sulla vicenda è calato il silenzio. Dopo lo stupore iniziale, ho provato sollievo. Meglio che se li tengano questi sette miliardi, perché qui, con ogni probabilità, andrebbero solo sprecati. 

Non me ne vogliano quei pochi siciliani che, giustamente, la ritengono una ingiustizia. I tempi non sono maturi. Lo saranno solo quando tutti i siciliani se ne accorgeranno e quando avranno la forza di innestare per davvero un cambiamento di cui, al momento, non vedo neanche i prodromi. 

Cordiali saluti

 

READ  Perché non mandare al diavolo Almaviva e pretendere un lavoro siciliano al 100%?

2 thoughts on ““Sette miliardi in più alla Sicilia: ma che fine farebbero”?

  1. Sinceramente non capisco questa conclusione e soprattutto la rassegnazione, che seppur giustificabile, non ce la possiamo permettere.

    Anche alla luce del contesto che stiamo vivendo, dove la maggioranza dei siciliani oltre a non capire le dinamiche della nostra politica e della nostra economia, ritiene che quel poco che abbiamo è quello che ci meritiamo ed è tutta grazia ricevuta di Roma.

    In conclusione, rinunciare a 10 miliardi su 80 di PIL per rischio di corruzione è come il marito che si evira per far dispetto alla moglie.

    Io li pretendo fino all’ultimo centesimo, anche a costo che se ne sprecherebbe il 90% in furti, corruzioni e quant’altro.

    Quando la gente capirà che la Regione è il nostro stato, vedrete che a poco a poco i siciliani cominceranno a capire il valore della cosa pubblica.

    ANTUDO

Rispondi

Social Media Auto Publish Powered By : XYZScripts.com