“Antonio Canepa? Con lui ammazzano il sogno di una Sinistra Siciliana Autonoma” VD

La figura del capo storico dell’EVIS (Esercito per l’Indipendenza della Sicilia) è stata volontariamente ridimensionata. Era molto più di un patriota siciliano. Era stato partigiano ed uno dei più grandi intellettuali del tempo. Che sognava per la Sicilia una politica autonoma da Roma, Wasshington e Mosca…

L’intervista a Mario Di Mauro, fondatore di TerraeLiberazione, è stata realizzata a Giugno, in occasione dell’anniversario dell’assassinio (“omicidio politico) del professor Antonio Canepa (Randazzo, 17 Giugno del 1945).

Il video con l’audio dell’intervista di RadioAmore è stato reso disponibile solo ora e ve lo proponiamo perché va da sé, ricostruire la figura dello storico comandante dell’EVIS (Esercito Volontari Indipendenza Siciliana) è sempre urgente.

Nato a Palermo nel 1908, partigiano, prima ancora di essere un patriota siciliano, in contatto con tutte le capitali europee, conosceva cinque lingue, “uno dei più grandi intellettuali europei degli anni ’30” che “guardava la Sicilia con gli occhi del mondo”.

Un “martire dell’indipendentismo siciliano”, l’indipendentismo vero perché “L’EVIS di Giuliano non è più EVIS, Giuliano non c’entra niente con l’indipendentismo”.

Certamente non c’entra nulla con quello di Canepa, il cui sogno era quello di dare vita ad una SINISTRA SICILIANA autonoma da Roma, Washington e Mosca e costruire in Sicilia un modello politico al servizio dei Siciliani: “La Sicilia ai Siciliani”.

“Canepa non è stato assassinato solo nel 1945, continuano ad assassinarlo ancora oggi col fango e le bugie”.

“Nell ’Ottobre 1944, – racconta Mario Di Mauro- rientrando a Catania dalla Toscana (gentilmente “espulso” dal CLN) , Canepa rinuncia a TUTTO . Avrebbe potuto fare il Rettore dell’Università, il Diplomatico, il Deputato…Qualunque alta carica della Repubblica, nel tempo, era alla sua portata. Aveva solo 35 anni. Invece torna in Sicilia e trasforma la sua RETE partigiana in Esercito Volontario per l’Indipendenza della Sicilia (EVIS)”.

“L’EVIS fu il partito armato che legittima, nella continuità della resistenza antifascista, sul terreno dell’indipendentismo politico,  il futuro di una SINISTRA SICILIANA autonoma sul piano programmatico, organizzativo, operativo”,

“Certamente con i suoi 100 ragazzi non voleva fare guerra all’Italia, non era pazzo, né scemo”. Non è vero, insomma, come raccontano i detrattori, che Canepa pensava di staccarsi dall’Italia con le armi. 

L’EVIS non fu il “braccio armato” del MIS, che CANEPA conosceva bene.  Semmai CANEPA offriva, in alternativa all’imbelle MIS, un canale pratico alla LEGITTIMA DIFESA della GIOVENTU’ INDIPENDENTISTA perseguitata e tormentata dalle belve di Aldisio e di ROMAfia Capitale: la sbirraglia fascista aveva solo cambiato uniforme e mandante. Ora c’era il CLN, in particolare la corrente azionista, quella di PARRI, quella di “Giustizia e Libertà”: i casi della Vita e… della Morte”!

L’audio non è pulitissimo, ma l’intervista è imperdibile per chi vuole saperne di più. TerraeLiberazione dispone di un archivio sfuggito alle censure (qui trovate alcuni articoli) e da anni impiega le sue intelligenze migliori per ricostruire verità storiche negate ai Siciliani: “LA SICILIA VIVE UN “PASSATO CHE NON PASSA”. LA VERITA’ STORICA E’ UNA ESIGENZA PRATICA PER IL PRESENTE”. 


L’eredità di Antonio Canepa nella Sicilia… di ubaldoscarantino

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