Ma sì, salviamo il Monte dei Paschi di Siena, tanto a pagare sono gli italiani con le tasse!

E dobbiamo pure ringraziare il Governo Gentiloni che ha tutelato i ‘risparmiatori’. Invece di far pagare il conto ai titolari delle obbligazioni, delle azioni e ai correntisti del Monte dei Paschi di Siena – come prevede una legge truffaldina voluta da Bruxelles – pagheranno gli italiani con le tasse! Con l’avallo dell’UE sta passando il seguente principio: d’ora in poi le banche potranno fare quello che vogliono, tanto pagheranno i cittadini. Pensate: per molto meno la Sicilia ha perso il Banco di Sicilia e la Sicilcassa. Ma voi volete mettere la potenza del massoni toscani con la Sicilia? A proposito: nelle tasche di chi sono finiti i crediti erogati dalla banca toscana oggi in ‘sofferenza’? Perché non ne parla nessuno?

E dobbiamo pure ringraziare il Governo Gentiloni che ha tutelato i ‘risparmiatori’. Invece di far pagare il conto ai titolari delle obbligazioni, delle azioni e ai correntisti del Monte dei Paschi di Siena – come prevede una legge truffaldina voluta da Bruxelles – pagheranno gli italiani con le tasse! Con l’avallo dell’UE sta passando il seguente principio: d’ora in poi le banche potranno fare quello che vogliono, tanto pagheranno i cittadini. Pensate: per molto meno la Sicilia ha perso il Banco di Sicilia e la Sicilcassa. Ma voi volete mettere la potenza del massoni toscani con la Sicilia? A proposito: nelle tasche di chi sono finiti i crediti erogati dalla banca toscana oggi in ‘sofferenza’? Perché non ne parla nessuno? 

Riassumiamo. Il Monte dei Paschi di Siena – banca toscana considerata, da sempre, un ‘feudo’ della sinistra post comunista italiana – è in crisi. In crisi lo è da anni. Ci sono state anche inchieste della magistratura. E anche condanne. Ma non è cambiato nulla. La notizia è che lo Stato italiano – cioè gli ignari cittadini del nostro Paese – pagheranno 20 miliardi di nuove tasse per salvare il Monte dei Paschi di Siena e altre banche in difficoltà.

Su questo punto torneremo dopo. Anticipiamo solo che, negli anni ’90 del secolo passato, per molto, ma molto meno il Banco di Sicilia e la Sicilcassa – le due banche pubbliche di riferimento della Sicilia – sono state massacrate dalla Banca d’Italia. Oggi che il Monte dei Paschi ha una situazione molto più grave di quella di Banco di Sicilia e Sicilcassa, lo Stato italiano – con la connivenza dei massoni e ‘banditi’ dell’Unione Europea – sta fingendo di nazionalizzare il Monte dei Paschi di Siena.

Infatti, non è una vera nazionalizzazione: lo Stato metterà in campo i soldi (ribadiamo: degli ignari cittadini) e, tra un anno e mezzo la banca tornerà ai privati: non si capisce se ai massoni della Toscana o ai massoni di qualche banca di affari internazionale.

Quello di cui possiamo si da ora essere certi è che a pagare saranno i contribuenti italiani con le tasse. 

Insomma, lo Stato sta salvando con il denaro pubblico – cioè con i nostri soldi – il Monte dei Paschi di Siena. Un trattamento completamente diverso da quello che è stato riservato a Banco di Sicilia e Sicilcassa, che sono state invece sacrificate per salvare il ‘cu…’ a banche del Centro Nord Italia che erano combinate peggio delle due banche della nostra Isola.

L’ennesima dimostrazione che la Sicilia non ha alcuna speranza di crescere restando in dall’Italia, un Paese dove l’ingiustizia è la regola.

Vediamo, adesso, di cosa stiamo parlando. Quattro mesi fa il il periodico on line Nove da Firenze eventi – fatti opinioni scriveva (qui potete leggere tutto l’articolo):

“Oggi (il Monte dei Paschi ndr) ha 544 anni ed un valore di 550 milioni, sceso a questo livello dai 5,7 miliardi del 2008. La banca ha in portafoglio crediti deteriorati lordi per 47 miliardi. Oltre il 56% delle sofferenze nette è relativa ad operazioni di valore superiore al milione, fatte da grandi gruppi. Il prezzo pagato a Banco Santander per comprare Antonveneta è stato di 9,5 miliardi, mentre pochi mesi prima era stata acquistata da Abn Amro per 5,7 miliardi, con una plusvalenza di 3,5 miliardi. Il costo complessivo dell’operazione Antonveneta è stato di 9,25 miliardi di euro. Per contribuire al pagamento sono state emesse obbligazioni per 1,6 miliardi, con tagli minimi da mille euro, coinvolgendo quarantamila piccoli risparmiatori. Il piano di risanamento della banca ipotizza almeno ottomila esuberi. Il mercato ha bruciato 8 miliardi con gli ultimi due aumenti di capitale (2011 e 2015)”.

Le ‘sofferenze’ sono i soldi che una banca presta e che non rivedrà più.

Un cittadino normale si chiederà: ma se a me, quando vado in banca per chiedere un prestito, mi mettono sottosopra domandandomi mille garanzie, come ha fatto il Monte dei Paschi di Siena ad accumulare “crediti deteriorati” per 47 miliardi di Euro?

La risposta è semplice: perché certe banche, quando debbono prestare soldi a un comune cittadino chiedono mille garanzie; quando li debbono prestare a grandi gruppi imprenditoriali, magari vicini a gruppi politici, non si creano troppi problemi.

Per la cronaca, quasi il 70% dei crediti erogati dal Monte dei Paschi di Siena è stato erogato a pochi soggetti.

Il Monte dei Paschi di Siena ha provato la via della ricapitalizzazione. Ma è fallita. Così sta intervenendo lo Stato. Con il voto velocissimo del Parlamento nazionale.

Già, il voto super-veloce di Camera dei deputati e Senato. Renzi e la sua cricca ci avevano detto che bisognava superare il bicameralismo perfetto perché si perdeva troppo tempo. Ci avevano proposto la riforma di 47 articoli della Costituzione.

La vicenda del Monte dei Paschi – oltre ad essere una grande ingiustizia – è anche la dimostrazione che gli italiani hanno fatto bene a ‘bocciare’ la riforma costituzionale di Renzi e della sua cricca. Perché quando c’è la volontà politica una legge si approva in quattro e quattr’otto. Lo smantellamento del bicameralismo perfetto era solo una scusa per manomettere la nostra Costituzione. 

Infatti il salvataggio del Monte dei Paschi di Siena (e di qualche altra banca: Banca delle Marche, Banca Popolare dell’Etruria e del Lazio, Cassa di Risparmio di Ferrara, CariChieti) è stata approvata da Montecitorio con 389 sì, 134 no e otto astenuti. Mentre al Senato il provvedimento è passato con 221 sì, 60 no e tre astenuti, con il voto favorevole di Forza Italia e anche dei verdiniani di Ala.

Chi ha governato e governa il nostro Paese, negli ultimi 5 anni, ha tagliato 10 miliardi alla sanità. Ci hanno detto che, per esigenze di Bilancio, dobbiamo risparmiare sui ricoveri (infatti hanno ridotto i posti letto negli ospedali pubblici), sulle analisi cliniche, sui medicinali e via tagliando.

Da due-tre anni le strade provinciali sono state abbandonate.

Hanno tagliato i fondi alle università aumentando le tasse d’iscrizione per gli studenti.

Nelle scuole superiori, spesso, mancano anche i riscaldamenti.

In tante aree del nostro Paese non ci sono i soldi per affrontare i problemi legati al dissesto idrogeologico. Il risultato è che piogge un po’ più copiose del normale – che in un Paese normale, dove le manutenzioni e le opere per frenare il dissesto idrogeologico sono la regola non provocherebbero alcun danno – da noi provocano allagamenti, inondazioni e, talvolta, anche morti.

I tagli alle politiche sociali – portatori di handicap, anziani, infanzia – sono sotto gli occhi di tutti.

I tagli ai Comuni e alle Regioni sono impressionanti.

Sempre per risparmiare hanno anche eliminato le Province.

Ebbene, si risparmia su tutto: dopo di che un Governo a guida PD trova in un giorno 20 miliardi di Euro per salvare le banche, con in testa il Monte dei Paschi di Siena!

E’ o no, il nostro, un Paese che fa ormai schifo?

Questo salvataggio è vergognoso. In pratica, sta passando un principio in base al quale se una banca presta soldi a una serie di personaggi che poi non restituiscono i soldi, a pagare sono i cittadini.

In TV il Governo Gentiloni fa sapere che i piccoli investitori verranno tutelati. Una legge truffaldina – voluta naturalmente dalla solita Unione Europea (quella che ci fa mangiare il grano duro avvelenato proveniente dall’estero, come potete leggere qui:

Grano duro, Saverio De Bonis: “L’UE non tutela la salute degli italiani”

il cosiddetto Bail In, prevede che a coprire i ‘buchi’ delle banche siano i titolari delle azioni, delle obbligazioni e i correntisti.

Il Governo Gentiloni e il PD – con la ‘benedizione’ dell’Unione Europea dell’Euro – hanno deciso di non fare pagare il salvataggio del Monte dei Paschi ai titolari delle azioni, delle obbligazioni e ai correntisti, ma a tutti gli italiani.

Una comodità, no? Ti servono un paio di miliardi di Euro? Che problema c’è se sei un potente, magari amico dei politici che contano. Ecco i miliardi. Poi facciamo una legge in due giorni – alla faccia del bicameralismo perfetto – e il conto lo facciamo pagare ai cittadini con un aumento della tasse.

Pensate: l’Unione Europea dice che non ci debbono essere aiuti di Stato perché alterano il mercato. Ma per le banche si può fare un’eccezione. Del resto, non viviamo forse nell’Europa delle banche e della finanza? Alla faccia dei minchioni che credono ancora all’Europa dei popoli!

Pensate: con gli agricoltori l’Unione Europea è attentissima a non alterare la concorrenza. Hanno inventato il de minimis: un piccolo aiuto per non interferire con gli equilibri di mercato.

Invece regalando alle banche – Monte dei Paschi di Siena in testa – 20 miliardi di Euro gli ‘equilibri’ di mercato e la ‘concorrenza’ vengono tutelati.

Vi rendete conto che cosa è oggi l’Unione Europea dell’Euro? Un’associazione (di che tipo lo lasciamo immaginare ai nostri lettori) dove le regole del gioco cambiano mentre si gioca per favorire gli amici. In pratica, è quello che diceva Vito Ciancimino delle leggi urbanistiche nella Palermo degli anni ’60 e ’70 del secolo passato: si interpretano per gli amici e si applicano per i comuni cittadini…

Per non meridionali – e per noi siciliani in particolare – il salvataggio del Monte dei Paschi di Siena e delle altre banche è l’ennesima pugnalata.

A noi meridionali (e soprattutto a noi siciliani) Ciampi, la Banca d’Italia e altri poteri (compresi i poteri che avrebbero dovuto rendere giustizia) ci hanno trattato da coloni: hanno svuotato e liquidato, come già ricordato, Banco di Sicilia e Sicilcassa e, dopo una serie di passaggi funambolici (qui ne potete leggere alcuni), la Regione siciliana è diventata ‘sociali’ di Unicredit.

Pensate: qualche anno fa le azioni Unicredit della Regione siciliana valevano 113 milioni di Euro o giù di lì. Oggi valgono appena 7 milioni di Euro.

L’eredità del Banco di Sicilia e della Sicilcassa si è ridotta ad una partecipazione di 7 milioni di Euro presso una banca che in Sicilia licenzia sempre, ma non assume mai.

E noi Siciliani continuiamo a restare in Italia e nell’Unione Europea…

P.S.

Piccolo particolare: vi siete chiesti perché nessuno parla della fine che hanno fatto i soldi prestati dal Monte dei Paschi di Siena? Nella tasche di chi sono finiti? A cosa sono serviti? A chi sono serviti? 

 

 

 

 

 

 

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