Politica, Primo Piano

Sicilia in fiamme, Apprendi paragona il Governo Crocetta (quindi il PD) a Nerone…


Time Sicilia

Diciamo subito una cosa: cosa ci stia a fare Pino Apprendi nel PD, ancora non lo abbiamo capito. Il deputato regionale è aspramente critico con il suo partito, non gli sfugge nessuna contraddizione, denuncia ogni malefatta, ogni inciucio. Certo non è nella truppa dei renziani, ma comunque nel partito resta. Come fa?

Anche sugli incendi che stanno devastando la Sicilia, non le manda a dire. Paragona il suo partito, perché è il suo partito che tiene in piedi il Governo regionale ed è sempre il suo partito che ci ha regalato Crocetta e molti dei suoi assessori, a Nerone. Dice, infatti:

“Il governo regionale suona la lira e assiste impassibile alla Sicilia che brucia”. Nerone suonava la lira mentre Roma era divorata dalle fiamme, appiccate da lui stesso. 

“Accade in Sicilia e solo in Sicilia che ciascuno dei responsabili di questo disastro di principio d’estate scarichi sul compagno di banco le responsabilità. Vogliamo dirlo che non c’è stato un piano di prevenzione degli incendi nemmeno abbozzato? Lo ripetiamo da sempre, quando non c’è prevenzione- aggiunge Apprendi- non ci sono aerei elicotteri e uomini che bastano”.

E ancora:

“Vogliamo dirlo che i soccorsi sono nel caos più totale per mancanza di coordinamento e la lotta è impari, che i soccorritori stanno facendo sacrifici enormi e stanno rischiando la propria incolumità per salvare il salvabile? Il sistema non funziona, i vigili del fuoco sono pochi e se ne parla soltanto quando servono, ma i vigili sono operatori del soccorso tecnico urgente, per cui lo spegnimento di questo tipo di incendi li sovraccarica nella normale attività di tutti i giorni, eppure sono li in prima linea. Il problema ovviamente è nazionale ma si acuisce nelle Isole per la distanza che c’è con il resto dei Comandi d’Italia”.

C’è di più:

Gli operai forestali – dice sempre Apprendi- sono stati avviati in ritardo, in piena estate, quando non c’era più tempo per fare la manutenzione dei boschi e i viali parafuoco, i cigli delle strade provinciali non li pulisce più nessuno, i volontari non sono stati mobilitati per la prevenzione. L’assenza dell’attività del Governo favorisce l’attività della criminalità, nessuno si sogni di continuare questo balletto di dire io non c’entro. Questo è un vecchio metodo, il Presidente Crocetta deve individuare i responsabili, con nomi e cognomi e fare atti conseguenziali, altrimenti si renderà complice”.

Sugli incendi, come vi abbiamo raccontato qui, la Procura di Palermo ha aperto un fascicolo per valutare eventuali responsabilità della Regione.

La situazione attualmente è ancora gravissima: la Protezione Civile fa sapere che sono ancora 125 gli incendi che stanno divorando la Sicilia. I roghi più grossi a Priolo (Siracusa), Catania, San Mauro Castelverde (Palermo) e San Vito Lo Capo (Trapani) dove i turisti ospiti del villaggio Calampiso sono stati tratti in salvo via mare. A Messina, dopo giornate infernali, adesso le fiamme hanno investito l’isola di Lipari, in contrada Quattropani e a Canneto,

Qui sotto potete leggere alcuni approfondimenti sul tema:

Incendi, la denuncia della Cisl: “Nessuna prevenzione e carenza di personale”

I ‘buchi’ del Bilancio della Regione e gli incendi sono le facce della medaglia Baccei-Crocetta

Vi raccontiamo perché mezza Sicilia, in queste ore, è in fiamme

 

 

12 luglio 2017

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TimeSicilia


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