L’Isola del lavoro che non c’è: -30% per il tempo indeterminato

La Cgil siciliana evidenzia il totale fallimento in Sicilia di strumenti nazionali come il Job’s Act che ha solo peggiorato le cose e di misure regionali come il Piano Giovani che è “stato solo un regalo alle imprese”

E’ un dramma che si conferma di anno in anno. E che appare senza soluzione con un Governo regionale che non sa governare e un Governo nazionale che sa solo prendere. Parliamo del mercato del lavoro in Sicilia, terra che da sempre mantiene i record della disoccupazione e in cui provvedimenti come il Job’s act non hanno fatto altro che peggiorare quel poco di buono che c’era.

“E’ un lavoro sempre più povero e con meno diritti, quando c’e’, quello che si afferma in Sicilia” si legge in uno studio della Cgil regionale che ha snocciolato dati a dir poco allarmanti: “L’occupazione a tempo indeterminato tra gennaio e luglio del 2016 ha registrato, rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, un calo del 30% (fonte Inps)”. Sono aumentati invece i contratti a tempo indeterminato e l’apprendistato, addirittura raddoppiato, ma non tanto da garantire un saldo positivo (- 9,6 per cento, il saldo dei contratti). Inoltre, strumenti come i voucher hanno registrato un boom, con un + 52,4% , superando il dato nazionale del 36,2%.

“In Sicilia- ha dichiarato il segretario, Michele Pagliaro- il quadro è ancora più  grave. Strumenti come il Jobs act, hanno solo determinato  trasformazioni del lavoro in contratti a tempo indeterminato che in un anno si sono ridotte del 23,2%. Le 23 mila assunzioni effettuate con questo strumento sono un numero ben lontano dalle aspettative”.

Sul fronte delle misure regionali, non va meglio: “Strumenti come i tirocini previsti dal Piano Giovani sono stati solo un regalo alle imprese- ha detto Andrea Gattuso, responsabile del dipartimento politiche giovanili- registrando un saldo occupazionale dopo 2 anni ( e non uno come dicono all’assessorato) di meno di 8.000 assunzioni, finanziate con 32,5 milioni di bonus, a fronte di 46.569 tirocini attivati (4,2%)”.

E si deve combattere pure per gli ammortizzatori sociali: servono almeno 142 milioni degli ammortizzatori in deroga per le aree di crisi complessa di Gela e Termini Imerese e per la formazione professionale. Ma il Governo nazionale non sgancia un euro. I “regali” che il Governo Crocetta ha destinato al Governo Renzi, depredando, di fatto i Siciliani (ci riferiamo, tra le altre cose, agli accordi Stato-regione che, non solo rinunciano ai tributi che ci spetterebbero per Statuto, ma prevedono anche la rinuncia ai contenziosi con lo Stato), non servono neanche a farsi riconoscere le emergenze.

Per la Cgil Sicilia, comunque, “le difficolta’ dei lavoratori siciliani trovano conferma anche nell’alto di numeri di consensi raccolti attorno alla Carta dei diritti universali del lavoro, che la Cgil punta a trasformare in progetto di legge di iniziativa popolare per giungere a un nuovo Statuto”: 82.059 le firme raccolte.

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