Siria: ” I giornalisti occidentali parlano di attacco chimico senza fornire le prove”
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Siria: ” I giornalisti occidentali parlano di attacco chimico senza fornire le prove”


Time Sicilia

“Abbiamo visto come al Consiglio delle Nazioni Unite come gli americani hanno ostacolato un’inchiesta indipendente proposta dall’Ambasciatore russo presso le Nazioni Unite, perché sanno che, a differenza degli americani, i russi possono fornire delle prove evidenti. Sappiamo benissimo inoltre la cornice di notizie in cui si parla sempre di attacchi chimici, queste campagne mediatiche avvengono in momenti specifici. Ora, per esempio, era il momento in cui Bashar al-Assad con il supporto degli iraniani, dei russi e degli Hezbollah aveva ormai riconquistato il 90% del territorio siriano. Che motivo avrebbe Assad di usare le armi chimiche scatenando su di sé questa ondata di aggressività da parte dell’Occidente?

Sono alcuni passaggi dell’intervista pubblicata da Sputniknews.com  a Sebastiano Caputo, autore del libro “Alle porte di Damasco. Viaggio nella Siria che resiste” (GOG edizioni), giornalista che è stato diverse volte in Siria per documentare la situazione in prima persona. Il reporter non esita a criticare anche i colleghi occidentali: “ I giornalisti occidentali parlano di questo attacco chimico senza fornire le prove, gli unici che hanno le prove sono i militari sul campo a Douma, cioè i militari russi e i militari siriani. Loro hanno una posizione legittima per parlare di prove, sono gli unici a poterle fornire”.

Ma il ‘rimprovero più duro è rivolto, in particolare, a personaggi come la Littizzetto, Saviano e Fabio Volo: “Sono persone che non sanno assolutamente nulla di geopolitica, fanno tutt’altro nella vita, ma hanno un’audience in Italia. Queste persone hanno un seguito molto forte, sensibilizzano l’opinione pubblica verso le vittime della guerra siriana, senza sapere chi sono gli attori in campo, chi sono esattamente le vittime. Stanno preparando il terreno culturale per un’aggressione militare, possiamo definirli “testimonial di guerra”.

Caputo si sofferma anche sul ruolo di Sigonella, la base americana più importante nel Mediterraneo. “Speriamo che l’Italia possa in qualche modo mantenere la “schiena dritta”, perché andare contro la Siria significa andare contro i propri interessi nazionali”.Purtroppo ci troviamo in una situazione in cui il governo è dimissionario, c’è da dire che la coalizione del centrodestra e il Movimento 5 stelle si stanno schierando abbastanza contro la guerra. Ci stiamo comportando tutto sommato bene, staremo a vedere anche lo sviluppo della situazione. Anche quando c’è stato il caso libico in un primo momento ci siamo comportati bene, in seguito ci siamo calati le braghe, detto in forma non giornalistica”.

QUI POTETE LEGGERE TUTTA L’INTERVISTA 

13 aprile 2018

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