Il sondaggio che dà Orlando a oltre il 40%? A noi fa un po’ sorridere. Politica e aritmetica elettorale dicono tutt’altro
Editoriale, Politica

Il sondaggio che dà Orlando a oltre il 40%? A noi fa un po’ sorridere. Politica e aritmetica elettorale dicono tutt’altro


Time Sicilia

E’ il momento dei sondaggi. E, a quindici giorni dal voto, Leoluca Orlando vola a oltre il 40%. C’è da crederci? A nostro modesto avviso, no. Come proveremo a illustrare con la forza dei numeri – con quella che si chiama aritmetica elettorale – il 40% e oltre dei voti di Orlando postulano che il sindaco uscente confermi, al primo turno, i voti di cinque anni fa. Ma la realtà politica di Palermo è profondamente cambiata e questi ‘numeri’ – è il nostro parere, s’intende – non ci sono più. A nostro avviso, stanno sottovalutando l’elettorato grillino 

Dunque secondo un autorevole sondaggio, alle elezioni comunali di Palermo Leoluca Orlando avrebbe già vinto. Con la nuova legge elettorale, per vincere al primo turno, un candidato sindaco deve prendere il 40% più uno dei voti: e il sindaco uscente, secondo l’IPSOS, sarebbe al 45%. Un 3% in meno rispetto ai voti che lo stesso Orlando prese al primo turno cinque anni fa (poi si andò al ballottaggio perché allora per vincere al primo turno bisognava superare il 50%).

Il secondo sondaggio – targato DEMOS – è un po’ più ‘parco’: dà Orlando al 38%, premurandosi di aggiungere – così leggiamo su qualche giornale on line – che il sindaco di Palermo uscente è comunque vicino al 40%.

I due candidati considerati forti – Fabrizio Ferrandelli e Ugo Forello – vengono dati entrambi perdenti.

Il primo sondaggio dà Forello al secondo posto con il 26% dei voti. mentre Ferrandelli si fermerebbe al 20%.

Il secondo sondaggio dà Ferrandelli al 29%, mentre Forello sarebbe al 24-25%.

Nei due sondaggi ci sono altre considerazioni che tralasciamo.

Adesso, sulla base della nostra esperienza, proveremo a commentare questi due sondaggi, che a noi sembrano piuttosto strani.

Cominciamo con tre constatazioni.

Prima constatazione. Cinque anni fa, al primo turno delle elezioni comunali di Palermo, Orlando raggiunse, come già ricordato, il 47-48% dei consensi, sfiorando l’elezione a primo turno.

Cinque anni fa i grillini, a Palermo, non esistevano: si presentarono sì alle elezioni comunali, ma il loro candidato sindaco – Riccardo Nuti – non fece faville e la lista per il Consiglio comunale non raggiunse il 5%: in pratica, il Movimento 5 Stelle non conquistò nemmeno un seggio a Palazzo di Città.

Oggi i grillini, a Palermo, ci sono. Il loro candidato – il già citato Ugo Forello – non sembra un fulmine di guerra. Sul settimanale Centonove il bravo collega Giampiero Casagni ha ‘sgamato’ alcune questioni societarie dalle quali emerge chiaramente non è un ‘francescano’, per dirla con Beppe Grillo: al contrario, è una specie di Paperon dei Paperoni.

Ma con tutte le polemiche che stanno accompagnando Forello, tutti i sondaggi – e chi scrive, sulle elezioni comunali di Palermo, ne ha visionati già una quindicina – danno il candidato grillino tra il 23 e il 26%.

Ad avviso di chi scrive, tutti, a Palermo, stanno sottovalutando Forello e, soprattutto, stanno sottovalutando le potenzialità del Movimento 5 Stelle che è difficilissimo ‘leggere’, trattandosi di un voto che è ‘contro’ il sistema in generale, piuttosto che in favore di qualcuno.

Ma dando per buoni i sondaggi – che a noi non convincono affatto – dobbiamo ammettere che il candidato sindaco grillino, rispetto a 5 anni fa, prenderà almeno il 15% in più di voti. Ribadiamo: a nostro avviso potrebbe prendere molti più voti, ma volendo tenerci ‘bassi’ prediamo per buono questo 15% di voti in più rispetto a cinque anni fa.

Seconda constatazione. Cinque anni fa la Lega Nord, a Palermo, non esisteva. Oggi la Lega Nord si presenta alleata di Fratelli d’Italia e di una formazione che si richiama al centrodestra. Questo schieramento politico presenta un proprio candidato: il giovane Ismaele Lavardera. Abbiamo letto vari sondaggi nei quali il giovane Lavardera viene dato al 4, al 5, al 6 e in un caso all’8%.

Anche in questo caso ci teniamo ‘bassi’ e diamo a Lavardera un 5%.

Terza constatazione. In corsa come sindaco della città c’è anche Nadia Spallitta, vice presidente del Consiglio comunale uscente, che per cinque anni ha sviluppato una concreta e visibile azione di opposizione all’Amministrazione da sinistra. I sondaggi danno Nadia Spallitta al 4-5%.

Bene. Rispetto a cinque anni fa abbiamo tre competitori – Forello, Lavardera e Nadia Spallitta – che, insieme, rappresentano il 25% dei consensi nelle elezioni del primo turno per il sindaco.

Ma noi – ancora una volta – ci manteniamo ‘bassi’ e assegniamo a questi tre candidati il 20% dei consensi.

Ora ci chiediamo e chiediamo: com’è possibile che, con la discesa in campo di questi tre candidati come Forello, Lavardera e Nadia Spallitta, Orlando – stando al sondaggio IPSOS – manterrebbe gli stessi voti di cinque anni fa, piazzandosi al 45% al primo turno?

Quindi, sul piano di quella che si chiama aritmetica elettorale, Forello, Lavardera e Nadia Spallitta prenderebbero il 20% dei consensi e toglierebbero pochissimi voti a Orlando. Voti che verrebbero tolti quasi tutti a Fabrizio Ferrandelli. Possibile?

Ora vi chiediamo: questo sondaggio – alla luce dell’aritmetica elettorale – fino a che punto rappresenta le intenzioni di voto dei palermitani? E’ credibile una tesi secondo la quale Forello (candidato dei grillini), Lavardera (candidato di leghisti-Fratelli d’Italia e di una formazione di centrodestra) e Nadia Spallitta (candidata gradita alla sinistra e a una parte della borghesia illuminata di Palermo) non facciano perdere voti a Orlando?

A nostro avviso, i risultati di questo sondaggio, oltre a ignorare l’aritmetica elettorale, fanno a pugni con la logica politica.

Noi, invece, siamo convinti che Forello, Lavardera e Nadia Spallitta toglieranno consensi a tutti. Anche ad Orlando. Ciò significa che – sempre a nostro modesto avviso – molto difficilmente Orlando potrà superare il 40% dei consensi al primo turno.

Ma diciamo di più. Sempre a nostro modesto avviso, sia Orlando, sia Ferrandelli stanno sottovalutando Forello e stanno soprattutto sottovalutando gli elettori del Movimento 5 Stelle.

Sempre a nostro modesto avviso, se i grillini avessero candidato a sindaco di Palermo Igor Gelarda non ci sarebbe stata partita: avrebbero vinto con largo margine al primo turno. Invece hanno scelto Ugo Forello, che sta incontrando non poche difficoltà.

Certo, le polemiche hanno fiaccato un po’ Forello: ma ci sembra sbagliato dare per scontato che Forello debba raggranellare il 30-40% dei voti in meno rispetto a quelli che oggi dovrebbe prendere un candidato grillino alle elezioni comunali di Palermo, al netto delle polemiche interne ed esterne.

Cosa vogliamo dire? Semplice: che, a nostro modesto avviso, Forello potrebbe andare ben al di là del 24-25% che, forse troppo sbrigativamente, gli hanno assegnato. Questo perché l’elettorato grillino, oltre che imprevedibile, cresce là dove aumenta il disagio sociale.

E poiché Palermo è ormai una città sempre più povera, con gli ospedali pubblici nel caos per responsabilità politiche (e non certo per responsabilità di medici e infermieri, che sono tra le vittime di un Governo regionale inadeguato e incapace di difendere da Regione siciliana dagli ‘scippi’ finanziari romani), con la disoccupazione alle stelle, con la raccolta differenziata dei rifiuti che raggiunge percentuali risibili, con la spesa sociale quasi azzerata – una città dove persino i disabili gravi vengono lasciati privi di assistenza – ecco, in una realtà del genere ci sembra poco credibile, se non quasi impossibile, che i cittadini palermitani premino il candidato di quelle forze politiche di centrosinistra responsabili dello sfascio della Sicilia e di Palermo.

Con Orlando – tra l’altro – c’è un ‘pezzo’ della vecchia politica siciliana: quello che resta del movimento del Ministro Angelino Alfano, le ormai poche ‘truppe’ dell’ex Ministro Salvatore ‘Totò’ Cardinale, l’ex Ministro Carlo Vizzini e il PD di Rosario Crocetta e Antonello Cracolici.

Anche Ferrandelli va a nozze con la vecchia politica siciliana, considerato che viene appoggiato da Forza Italia di Gianfranco Miccichè, dagli ex democristiani – compreso Totò Cuffaro – più i voti di alcuni candidati provenienti del PD.

Il ragionamento sull’aritmetica elettorale e sul vecchio della politica in appoggio a Orlando e a Ferrandelli ci spingono a ipotizzare che i grillini – ma anche Nadia Spallitta e Lavardera – potrebbero andare ben al là dei voti che gli i sondaggi gli hanno assegnato.

Non ci convincono nemmeno i circa 2 mila voti che vengono assegnati al candidato Indipendentista, Ciro Lomonte. A nostro avviso, anche Lomonte andrà ben al di là di queste magre previsioni.

Tutto questo ci spinge a pensare a non credere affatto nei risultati di questi sondaggi.

Aggiungiamo un altro elemento politico.

Sempre a nostro modesto avviso, la vecchia politica siciliana – centrodestra e centrosinistra – uscirà sconfitta dalle elezioni comunali.

Aspettiamoci un terremoto elettorale in tanti Comuni, altro che dati tranquillizzanti…        

 

26 maggio 2017

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TimeSicilia


ONE COMMENT ON THIS POST To “Il sondaggio che dà Orlando a oltre il 40%? A noi fa un po’ sorridere. Politica e aritmetica elettorale dicono tutt’altro”

  1. Stefano di Blasi (portavoce provinciale ) ha detto:

    Sono molto d accordo su tutta la linea ,ma perché quando si parla di Nadia Spallitta non si menziona affatto che è la candidata dei Verdi e che si tende sempre a ritenerci scomparsi mentre ci siamo e ci siamo sempre stati?
    Grazie.

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