Sorpresa: nei Comuni siciliani con oltre 5 mila abitanti c’è un nuovo ‘buco’ di Bilancio…

I Comuni dell’Isola con oltre 5 mila abitanti hanno approvato i rispettivi Bilanci di previsione 2017 considerando – per la parte che riguarda il Fondo regionale delle Autonomie locali – la stessa somma dello scorso anno. Invece la ‘sorpresa’ è che, per quest’anno, c’è un taglio di circa il 28%. La dichiarazione del vice presidente dell’ANCI Sicilia, Paolo Amenta

I Comuni dell’Isola con oltre 5 mila abitanti hanno approvato i rispettivi Bilanci di previsione 2017 considerando – per la parte che riguarda il Fondo regionale delle Autonomie locali – la stessa somma dello scorso anno. Invece la ‘sorpresa’ è che, per quest’anno, c’è un taglio di circa il 28%. La dichiarazione del vice presidente dell’ANCI Sicilia, Paolo Amenta

Per ora l’unica cosa certa è l’esercizio provvisorio fino al 31 marzo. Per dirla in parole più semplici, e magari comprensibili per chi non ha molta dimestichezza con i conti pubblici, la Regione siciliana, per i primi tre mesi del prossimo anno, non avrà un proprio Bilancio e andrà avanti con il Bilancio in dodicesimi, ovvero a tentoni, senza un programma preciso, ‘navigando’ a vista. E’ in questo scenario che i 189 Comuni siciliani con un numero di abitanti superiore a 5 mila unità dovranno fronteggiare una ‘sorpresa’: un taglio del 28% delle spese correnti!

Proviamo a riassumere quello che sta succedendo, se ci riusciamo con qualche esempio semplice. partiamo dallo scenario regionale.

Il primo elemento che salta agli occhi è che quello che lo scorso autunno affermava l’ex assessore-commissario della Regione, Alessandro Baccei: “I conti regionali sono in ordine”, non è vero. Se i conti della Regione fossero in ordine l’attuale Governo regionale non avrebbe presentato approvato in Giunta un disegno di legge per tre mesi di esercizio provvisorio.

Il secondo elemento che salta agli occhi è che sì, il nuovo Governo regionale di Nello Musumeci ha trovato una situazione difficile. Ma pur avendo un mezzo accordo politico con il PD in funzione antigrillina, il nuovo assessore all’Economia, Gaetano Armao, almeno in questa fase, non ha trovato di meglio che scegliere la strada più facile: tre mesi di esercizio provvisorio!

Il terzo elemento che salta agli occhi – ma del quale non parla nessuno – è che il passato Governo regionale di Rosario Crocetta, con il già citato Baccei assessore-commissario all’Economia, la scorsa estate, ha tagliato il 30% circa del Fondo regionale delle autonomie locali (si tratta delle risorse finanziarie destinate ai Comuni) per ripristinare le risorse che aveva precedentemente scippato al Fondo pensioni dei dipendenti regionali e per fronteggiare altre spese.

Vi risparmiamo i calcoli astrusi e le leggi che tutelano i Comuni dell’Isola con meno di 5 mila abitanti. In estrema sintesi, possiamo affermare che ai Comuni siciliani con un numero di abitanti superiore a 5 mila unità, per quest’anno, mancano all’appello 50 milioni di euro circa di quota corrente.

Poiché non ci risulta che, nel disegno di legge sui tre mesi di esercizio provvisorio ci sia tanta voglia di ripristinare i 50 milioni di euro che mancano ai Comuni dell’Isola con oltre 5 mila abitanti, questi stessi Comuni, sotto il profilo contabile, avranno non poche difficoltà.

Ci chiediamo e chiediamo: i Comuni siciliani con oltre 5 mila abitanti che hanno approvato il Bilancio di previsione 2017 hanno tenuto conto di questo taglio? A noi risulta di no.

A noi risulta che quasi tutti i Comuni siciliani che hanno approvato il proprio Bilancio di previsione 2017 non hanno tenuto conto di questo taglio. Da quello che ci dicono, i Consigli comunali hanno approvato i rispettivi Bilanci di previsione inserendo la somma dello scorso anno.

Il problema è che, nelle scorse settimane, gli uffici della Regione hanno comunicato ai Comuni con un numero di abitanti superiore e 5 mila unità che riceveranno il 28% in meno delle somme che fanno capo al Fondo regionale delle Autonomie locali.

Si tratta di spese correnti: somme che non potranno essere utilizzate per pagare servizi!

“Nel silenzio assordante – ci dice il vice presidente dell’ANCI Sicilia, Paolo Amenta – si sta sottovalutando un problema che potrebbe sortire effetti negativi nella gestione dei Comuni siciliani di oltre cinque mila abitanti. A meno che il nuovo Governo regionale e la nuova Assemblea regionale siciliana non intervengano subito per ripristinare questi 50 milioni di euro”.

Governo e Ars interverranno? Noi siamo un po’ pessimisti. A nostro modesto avviso, i Comuni siciliani con oltre 5 mila abitanti – a partire da Palermo, Catania e Messina, proseguendo con tutti gli altri – si ritroveranno con il 28% in meno di Fondo regionale delle Autonomie locali.

Non solo. Oltre al problema contabile, per i cittadini – cioè per chi vive nei Comuni dell’Isola con oltre 5 mila abitanti – il prossimo anno, se Governo e Ars non ripristineranno questa somma, ci sarà una nuova ‘sorpresa’: saranno loro, infatti, a pagare i 50 milioni di euro tagliati dal passato Governo regionale.

A meno che gli stessi Comuni non decidano di tagliare altri servizi…

 

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