Sportelli multifunzionali: Crocetta si è rimangiato gli impegni assunti con i lavoratori. Tutti in piazza?
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Sportelli multifunzionali: Crocetta si è rimangiato gli impegni assunti con i lavoratori. Tutti in piazza?


Time Sicilia

Il vero problema degli ex sportellisti e, in generale, dei lavoratori della Formazione professionale è che, dal 2013 ad oggi, non sono mai riusciti ad organizzare una grande mobilitazione di piazza bloccando tutto. L’incapacità di reagire con determinazione, da parte di questi lavoratori, ha consentito al Governo regionale di Rosario Crocetta di fare il bello e il cattivo tempo  

di Adriana Vitale
riceviamo e volentieri pubblichiamo

Signor Presidente della Regione siciliana, Rosario Crocetta, le abbiamo dato il tempo per risolvere, senza fare pressioni, il problema grave dei disabili, verso i quali abbiamo la sensibilità di comprendere che hanno priorità assoluta su tutto, anche se vederlo impegnato per distribuire nomine e prebende ci ha fatto riflettere sulla sua scala di priorità che è indubbiamente diversa rispetto alla nostra, oltre a costatare che il peso sulle risorse lo ha scaricato sui siciliani attraverso l’aumento delle tasse, sui Comuni ormai allo stremo e sulla formazione per dare un’ulteriore mazzata. Adesso andiamo a noi e al conto che ha lasciato in sospeso.

Mi rifiuto di credere che un presidente uscente, che ha l’ambizione di ricandidarsi, non riesce a risolvere alla radice una delle tante questioni spinose delle molteplici problematiche dei siciliani, in parte create da lei stesso. Sono certa che vorrebbe risolvere, se non altro, per legittimi fini elettorali, ma non può, gli è impedito sia da qualche componente del suo Governo, sia dalle scelte scellerate che hanno visto la sistematica razzia delle nostre risorse dalla mano lunga romana.

La sua smania di aggraziarsi la “Moda politica del momento” l’ha distratto dal fatto che, alla fine, i nodi sarebbero venuti al pettine. È nel suo diritto ricandidarsi, ma si scontra con l’incapacità di dare risposte, come il suo stesso slogan “Riparte Sicilia” denuncia in maniera inequivocabile ed è del tutto inutile tentare di accendere nove stelle, tante quante sono le ex Province che ha distrutto, le stesse che ha usato come cavallo di battaglia, alla fine risultate asini azzoppati, così come l’uso dei colori della Sicilia autonomista che si è fatta scippare.

I siciliani non sono stupidi, ormai conoscono i suoi modi di affrontare le questioni e non si accontentano più di soluzioni tampone, insufficienti e improvvisate o peggio inesistenti. Presidente, la risposta ai lavoratori ex Sportelli multifunzionali, come ho tentato di spiegarle mentre lei mi urlava addosso, non poteva essere un Avviso nato già morto, è stata una non risposta ad un grande problema. Ho tentato di spiegarle che quell’Avviso non avrebbe mai visto la luce e, in tutti i casi, non sarebbe stata una soluzione all’altezza di rispondere al diritto negato ai siciliani di accedere a tutte le misure di politiche attive del lavoro, servizi interrotti tre anni fa e dei quali è chiesta l’implementazione dalle leggi nazionali e comunitarie.

Non può essere la soluzione una delibera che comprende una serie di misure che, di tutto parlano, tranne che di implementazione dei Cpi (Centri per l’impiego) e, in tutti i casi, come ha riportato la dirigente generale in II commissione, i tempi di realizzazione sono lunghi e farraginosi.

Lei, a dicembre, ha promesso solennemente di rimettere al lavoro entro gennaio tutta la platea degli operatori nei Cpi, il suo è stato un impegno politico preso non solo con i lavoratori, non solo con la stampa, ma nella sede istituzionale per eccellenza, cioè davanti a tutti i deputati nel Parlamento siciliano. Un impegno politico va rispettato, trovi lei il modo, è stato eletto per questo.

Ha promesso una norma da inserire nella manovra economica e finanziaria 2017, che fissi nell’ente in house la struttura a cui affidare le politiche attive e finalmente attivare i servizi e rimettere al lavoro gli operatori. Ai siciliani è negato il diritto di accesso ai servizi e ai lavoratori il diritto di vivere una vita dignitosa. Altro che gennaio, siamo a fine marzo e tutto tace.

Al suo silenzio risponderemo con un rumore assordante e inversamente proporzionale ai suoi stessi silenzi. Questa è una promessa e lei lo sa che noi, a differenza sua, manteniamo le nostre promesse. Noi sappiamo quanto vale la nostra parola, e la sua? Si risponda da solo, la risposta noi la conosciamo bene.

30 marzo 2017

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TimeSicilia


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