Sui migranti l’Italia rischia di affondare. E la prima Regione che affonderà sarà la Sicilia
Editoriale

Sui migranti l’Italia rischia di affondare. E la prima Regione che affonderà sarà la Sicilia


Time Sicilia

L’idea che l’Italia possa ospitare tutti i migranti in arrivo dal Mediterraneo è una follia. Di questo caos dobbiamo ringraziare la Germania, che ha imposto l’accordo tra Unione Europea e Turchia (pagato fior di quattrini anche dagli italiani!). Così i migranti che non entrano più nell’area UE dalla Turchia arrivano tutti in Italia, passando nell’80-90% dei casi dalla Sicilia. La situazione va diventando sempre più esplosiva, perché di mezzo ci sono anche problemi di terrorismo

“L’Europa chiude i porti alle navi cariche di migranti”, leggiamo su tanti giornali. In realtà, tutta l’Europa è piena di gente arrivata dall’Africa e dal Medio Oriente. Solo da qualche anno alcuni Paesi del Vecchio continente hanno iniziato a chiudere le frontiere. Ed è anche logico: l’Europa dell’Euro ha creato, sostanzialmente, aree ricche (Germania e Nord Europa, con qualche eccezione) e aree meno ricche, se non ridotte alla povertà (Grecia) o in grande crisi (Italia). Quando l’economia va male è normale che un Paese cerchi di tutelare i propri cittadini.

Non è così in Italia, dove, addirittura, cercano di farci credere che la presenza degli immigrati ha salvato l’INPS. Ovviamente non è così. La realtà è che, per ora, con i soldi incassati dai migranti regolarizzati e con regolari contratti di lavoro l’Istituto Nazionale per la Previdenza Sociale incassa un po’ di soldi che gli consentono di tirare a campare. Ma tra un decennio, quando il peso delle pensioni da pagare agli extra comunitari – o regolarizzati – presenti nel nostro Paese sarà insostenibile, l’INPS sarà nei guai.

E allora restano le domande: come funziona, in realtà, l’emigrazione? e cosa c’è sotto? e l’Italia che parte ha?

Su alcuni giornali e sulla rete circola la notizia che, qualche anno fa, per fare un po’ di ‘cassa’ con l’allentamento dei vincoli economici e finanziari dell’Unione Europea, l’Italia avrebbe accettato di far sbarcare tutti gli immigrati nel Belpaese. Vero? Falso?

‘Sta storia, alla fine, conta poco. Contano i fatti: e i fatti ci dicono che tutte le ONG del mondo fanno tappa in Italia (per l’80-90% in Sicilia) per portare in salvo i migranti raccolti nel Mediterraneo.

E’ importante, per capire quello che sta succedendo, avere chiaro qual è stato, fino ad oggi, il sistema adottato dall’Italia, non da ora, ma da anni. Sistema perfezionato con l’operazione Mare Nostrum qualche anno fa e con l’operazione Triton fino ad oggi.

Il sistema è sempre stato il seguente: quasi tutti i migranti (specie dopo che la Turchia, grazie ai soldi dell’Unione Europea, ha chiuso le proprie frontiere) sbarcano in Italia (ribadiamo: l’80-90% in Sicilia).

Questo passaggio è centrale: il flusso migratorio dalla Turchia creare grossi problemi alla Germania. Così i tedeschi, per tutelare i propri interessi, ha fatto in modo che la UE riempissi di soldi la Turchia per riportare – perché alla fine di questo si è trattato – il flusso di migranti in Italia.  

Così l’Italia è di nuovo nel caos. In verità, solo una quota minima di tali migranti in arrivo dal mare rimane nel nostro Paese e fa arricchire un sistema di cooperative che, in molti casi, sono gestite con modalità molto discutibili (vedi Mafia Capitale). Mentre la maggior parte di questo flusso lascia, in un modo o nell’altro, il nostro Paese per disperdersi nel resto d’Europa.

Il problema, da qualche tempo a questa parte, è che molti Paesi europei non vogliono più migranti. Perché sono ormai al limite.

In più c’è il problema del terrorismo. Perché il terrorismo c’è, come dimostrano gli attentati sanguinosi avvenuti in Francia, in Inghilterra e in Germania.

Il flusso è diventato incontrollato. E nemmeno Paesi con servizi segreti tradizionalmente efficienti riescono più a tenere la ‘botta’. Da qui la necessità di porre un freno a questo immane flusso di persone.

L’Italia è rimasta con il cerino acceso tra le mani. Per motivi che ci dicono essere ‘umanitari’ (ma che potrebbero essere anche di altra natura: non dimentichiamo che l’Italia di Moro e di Andreotti diventò mezzo-filopalestinese per evitare il terrorismo) ci dicono che il Belpaese non può fermare il flusso di migranti.

E’ un discorso folle, perché fino a quando il 95% del flusso di migranti che arriva in Italia prendeva la via dell’Europa, pur tra mille problemi, il sistema reggeva. Ma oggi che molti Paesi europei si stanno chiudendo a riccio il sistema non regge più e l’Italia rischia di esplodere.

Il dubbio è che, ormai, non sapendo dove mettere i migranti che arrivano, i Prefetti non avvertano nemmeno i sindaci e provino a sistemarli in piccole strutture create per l’occasione.

Per ogni migrante ospitato lo Stato riconosce ai titolari di queste strutture ricettive 33 euro al giorno. In un Sud ormai quasi del tutto abbandonato dallo Stato (da quando ci sono i fondi europei, per lo più spesi male, o non utilizzati affatto, nelle Regioni del Mezzogiorno d’Italia è praticamente scomparso l’intervento ordinario dello Stato), ospitare 20-25 migranti a 33 euro al giorno cadauno, specie se vitto e alloggio sono garantiti alla buona, è un grande affare.

In un articolo pubblicato da I Nuovi Vespri (che potete leggere qui) è venuto fuori che, a Ciminna, in provincia di Palermo, 25 migranti sono praticamente scomparsi da un centro di accoglienza, peraltro molto bello.

La confusione ormai è incontrollabile. Per non parlare del peso economico dei migranti, pagato per intero dagli italiani con le tasse. I conti li ha fatti in un articolo pubblicato su questo giornale da Alessandro Mauceri (QUI L’ARTICOLO): 4 miliardi di euro all’anno per quest’anno (e forse di più se quest’anno, com’è probabile, il flusso di migranti in arrivo in Italia aumenterà) per il vitto e l’alloggio, più altri 4 miliardi di euro di spese sanitarie.

Tra l’altro, tanto per cambiare, c’è anche una questione meridionale nella gestione dei migranti. Al Comune di Milano, per i problemi creati dai migranti, lo Stato ha riconosciuto (e già erogato) 150 milioni di euro.

Alla Sicilia – dove, lo ribadiamo ancora una volta, arriva l’80-90% dei migranti – che assicura, a proprie spese, la prima accoglienza e l’eventuale assistenza sanitaria, né lo Stato, né l’Unione Europea hanno mai riconosciuto alcunché.

In tutto questo il Governo nazionale annuncia provvedimenti drastici, chiama in causa l’Europa per avere aiuto ma, di fatto, non ha ottenuto e non ha prodotto nulla.

I migranti continuano ad arrivare. Non sappiamo quanti di questi, in un modo o nell’altro, riescono a prendere la via dell’Europa. In questo scenario l’unica cosa certa è che il Governo nazionale che verrà si ritroverà a gestire una polveriera.

Non andrà meglio in Sicilia. Dove il Governo regionale, fino ad oggi, non ha mai fatto sentire la propria voce.

 

13 luglio 2017

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