Monte dei Paschi di Siena

L’informazione in Italia, i grillini e la valanga che travolgerà la vecchia politica

I ‘giornaloni’ e la Tv si affannano a gettare discredito sul Movimento 5 Stelle. La vecchia politica – PD in testa – pensa che, così facendo, gl’italiani non voteranno più i grillini. Non hanno capito nulla. Anzi, fanno finta di non capire che la gente, in Italia, non vuole più i vecchi politici. La maggioranza degl’italiani non vota i grillini per convinzione, ma perché vuole mandare a casa la vecchia politica, a cominciare dal Partito Democratico

Ma sì, salviamo il Monte dei Paschi di Siena, tanto a pagare sono gli italiani con le tasse!

E dobbiamo pure ringraziare il Governo Gentiloni che ha tutelato i ‘risparmiatori’. Invece di far pagare il conto ai titolari delle obbligazioni, delle azioni e ai correntisti del Monte dei Paschi di Siena – come prevede una legge truffaldina voluta da Bruxelles – pagheranno gli italiani con le tasse! Con l’avallo dell’UE sta passando il seguente principio: d’ora in poi le banche potranno fare quello che vogliono, tanto pagheranno i cittadini. Pensate: per molto meno la Sicilia ha perso il Banco di Sicilia e la Sicilcassa. Ma voi volete mettere la potenza del massoni toscani con la Sicilia? A proposito: nelle tasche di chi sono finiti i crediti erogati dalla banca toscana oggi in ‘sofferenza’? Perché non ne parla nessuno?

Il ‘buchi’ del Monte dei Paschi di Siena: tranquilli, pagheranno gli obbligazionisti

Insomma, saranno i cittadini a salvare una banca da anni al centro di scandali, ma che rimane in piedi. Per la precisione gli gli obbligazionisti, ai quali è stato praticamente imposto, da un giorno all’altro, di condividere appieno i rischi del Monte di Paschi di Siena. Per molto, ma molto meno la Banca d’Italia ha tolto alla Sicilia il Banco di Sicilia e la Sicilcassa

E’ scattata l’ora X: sono cominciate le bugie sulla manovra 2017 del Governo Renzi

I TG raccontano che ci sarà un aumento di un miliardo della spesa sanitaria. A noi risulta che quest’anno sono ‘spariti’ 2 miliardi di Euro. E ci risulta anche che ci sarà un taglio di 3-3,5 miliardi di Euro. Altro che aumento della spesa sanitaria! Per ora non si parla dei ‘buchi’ del Monte dei Paschi di Siena. Renzi avrebbe voluto altra ‘flessibilità’, cioè la possibilità, per l’Italia, di aumentare l’indebitamento. Ma la Merkel, che rischia il tracollo elettorale, dirà di no. Credeteci: con la legge di Stabilità 2017 ci sarà da ridere…

Ciampi, pace all’anima sua. Ma non dimentichiamo il ‘divorzio’ tra Banca d’Italia e Tesoro. E il 1992…

A noi Carlo Azeglio Ciampi non è mai piaciuto. Come raccontiamo in altra parte del nostro giornale, non ha certo favorito il sistema creditizio della Sicilia. Anzi. Ma ci sono altre scelte che non ci convincono. Come il ‘divorzio’ tra Banca d’Italia e Tesoro, del 1981 (decisione adottata con l’allora ministro del Tesoro, Beniamino Andreatta). O l’incredibile storia della ‘banda larga-banda stretta che nel 1992 creò le condizioni pe run feroce attacco alla Lira da parte degli speculatori (George Soros in testa)

La crisi economica dell’Italia ha due nomi: l’Euro e il Governo Renzi

Se l’Italia vuole provare a salvarsi – ma lo vuole? – deve uscire subito dall’Euro e dall’Unione Europea. Liberandosi, contemporaneamente, di un Presidente del Consiglio che è espressione dell’Euro e della stessa Unione Europea. L’unica cosa che ancora resta in piedi dell’ormai ex grande economia italiana è il sistema delle piccole e medie imprese. Ma dentro il sistema Euro le piccole e medie imprese sono destinate a scomparire

Ardizzone, Crocetta: dove sono i 500 milioni di Euro del Governo Renzi?

A Roma il Governo Renzi deve fronteggiare una situazione economica e finanziaria che precipita di giorno in giorno e il solito salvataggio del Monte dei Paschi di Siena. In questo scenario la Sicilia i 500 milioni di Euro li vedrà con il cannocchiale. Senza questi soldi la legislatura è finita perché la Regione è in default. L’obiettivo del PD, di Crocetta e di Ardizzone è quello di consegnare alla prossima Assemblea regionale e al prossimo Governo una Sicilia in rivolta con forestali e precari da licenziare in blocco e con i Comuni e le ex Province in fallimento