Taormina, domani corteo NO G7: pupiata con bandiere rosse o vera protesta democratica?
Editoriale, Esteri

Taormina, domani corteo NO G7: pupiata con bandiere rosse o vera protesta democratica?


Time Sicilia

Gli occhi del mondo sono puntati su Taormina dove, oggi e domani, andrà in scena il summit del G7. La cerimonia inaugurale, stamattina, al Teatro Greco, dove i leader si incontrano per la prima foto ufficiale. Poi il confronto politico su temi che dividono Europa e  Usa, in particolare sul clima e il commercio. Ovviamente si parlerà anche di terrorismo e su questo punto sembra esserci più coesione. A fare gli onori di casa, va da sé il premier, Paolo Gentiloni.

La città, come è normale che sia, è blindatissima. E dalla città arrivano foto di negozi che si sono barricati in vista del corteo anti G7 di domani pomeriggio. Immagini inquietanti. La protesta, leggendone le ragioni diffuse dagli organizzatori, non dovrebbe fare paura, anzi. Dovrebbe essere sostenuta.  Ma, nella pratica, non succede quasi mai. Spesso queste proteste fanno paura alla gente comune, o lasciano indifferenti se non infastiditi.

Perché?

Diciamo subito che non ci riferiamo ai cretini violenti che purtroppo non mancano mai, che non si sa mai da dove arrivino e che hanno il potere di rovinare ogni manifestazione, facendo passare in secondo piano, le ragioni fondate di una protesta.

Ci riferiamo ad altro. A quel vizietto di colorare i cortei con bandiere anacronistiche e inappropriate che di solito sono rosse. Ancora più inappropriate in Sicilia dove si sventolano a mò di cimelio nelle occasioni ‘giuste’, salvo poi riporle nel cassetto quando una concreta lotta di sinistra ‘rossa’, lontano dalle telecamere, nella vita quotidiana, in ogni angolo del territorio, sarebbe necessaria. Basti pensare, prima di tutto, ai problemi legati al mondo del lavoro.

Una dissonanza che porta al fallimento di ogni tentativo di alzare la testa da parte dei Siciliani. Prendiamo, ad esempio, la battaglia No Muos, il sistema di telecomunicazione satellitare che la Marina USA, con la complicità del Governo italiano, ha piazzato a Niscemi.  Nel 2013, nel corso di un convegno, il Presidente Onorario della Corte dei Conti, Antonino Sancetta,  a proposito della protesta disse: “Non si vedeva dai tempi dei Vespri. I siciliani si sono coalizzati, la politica fa male ad ignorare la portata di questo fenomeno”. Allora, la lotta verteva solo su due temi: il diritto alla salute contro il rischio dell’elettromagnetismo, e il diritto alla pace, contro una installazione che serve alle guerre americane.

Due ragioni sacrosante. Da qui la folla che si presentava ad ogni corteo No Muos. Una lotta che, via via è andata scemando, in termini di partecipazione popolare. Perché? Perché come ha spiegato perfettamente Santo Trovato, leader dell’indipendentismo siciliano di sinistra, scomparso di recente, nel video che alleghiamo qui sotto, qualcuno ha fatto diventare una lotta dei Siciliani per diritti fondamentali, in una lotta rossa. E detto da un uomo di sinistra….

Succederà lo stesso domani? Quella che potrebbe essere- e così dovrebbe essere nelle intenzioni di alcuni tra gli organizzatori-  una sacrosanta protesa contro le politiche economiche dei potenti della Terra che stritolano i popoli, una protesta democratica contro la dittatura del capitalismo finanziario che affama le famiglie, si trasformerà in una inutile sfilata di bandiera rosse?

Il rischio c’è. E, allora, nella speranza che tutto proceda senza incidenti, lasciamoli divertire. Tanto poi, quando si tratta di lotte concrete, quelle piccole lotte quotidiane che potrebbero davvero cambiare le cose, non ci saranno. O saranno sull’altro fronte.

ndr Sappiamo che risulteremo sgradevoli a tanti, ma fa parte del nostro mestiere, anche quando parliamo di battaglie di cui abbiamo condiviso le ragioni di fondo. 

26 maggio 2017

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TimeSicilia


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