Terremoto: medici siciliani pronti a partire. Serve sangue, si può donare in Sicilia

Mentre sale il numero delle vittime, anche la nostra regione si mobilita. Appello dell’Avis a recarsi nei centri trasfusionali della propria città per aiutare le vittime che hanno bisogno di sangue. “Serve soprattutto fattore Rh negativo”

Ci sono anche cinque medici siciliani volontari dell’AMFE, l’Associazione Medici di Famiglia per le Emergenze, pronti a partire per assistere le popolazioni colpite nelle scorse ore dal terremoto nel Centro Italia (l’associazione è nata all’interno della FIMMG, la Federazione dei Medici di Medicina Generale).
“La Protezione Civile ci ha pre alleartati – spiega Giuseppe Disclafani, vice presidente dell’AMFE – e siamo pronti a partire. Alcuni di noi hanno già fatto esperienza come volontari nel terremoto dell’Aquila nel 2009 e in Emilia-Romagna nel 2012. L’AMFE presieduta da Domenico Barbati ha già partecipato ad alcune esercitazioni con la Protezione Civile, ma questa è la prima volta che siamo chiamati ufficialmente a partecipare e la medicina generale finalmente è coinvolta in questi eventi in modo istituzionale”.
I medici dell’AMFE, infatti, possono sostituire i colleghi dei territori terremotati che potrebbero essere stati coinvolti in prima persona o con le loro famiglie.
“Il ruolo del medico è fondamentale nelle situazioni di emergenza,- spiega Toti Amato, presidente dell’Ordine dei Medici di Palermo, – ed è per questo che la Federazione Regionale degli Ordini dei Medici Siciliani, da più di un anno ha intrapreso un percorso per sviluppare questa collaborazione. Il contributo dei colleghi Medici di Famiglia può essere davvero fondamentale per garantire assistenza, dopo il primo soccorso, alle popolazioni colpite a cui va tutta la nostra vicinanza”. sequenza_ore_05

Intanto, il Presidente della Regione siciliana, Rosario Crocetta, ha allertato anche la Protezione Civile Regionale: “Al momento  stiamo aspettando disposizioni dal centro Italia. È chiaro che prima di partire è necessario un raccordo” dice il responsabile.

In questo momento serve, soprattutto, sangue. A livello nazionale l’Avis ha lanciato un appello. Si può andare nei centri della propria città, che poi invieranno le sacche di sangue dove serve: “Ci siamo raccordati con l’Avis del Lazio – spiega il presidente regionale Salvatore Mandarà a Repubblica – e ci hanno detto che l’emergenza è molto pressante. Mancano in particolare i gruppi rari: ai siciliani chiedo di andare nel più vicino centro trasfusionale o nella sede della più vicina associazione per le donazioni e donare. Serve soprattutto sangue col fattore Rh negativo”.

E di ora in ora si aggrava il bilancio delle vittime. Mentre scriviamo, (sono circa le 15.20) si parla di almeno 60 morti, tra questi, tanti bambini.  La più piccola, ad Arquata, aveva solo 9 mesi. Una di 18 mesi è stata estratta viva dalle macerie, ma è morta in ospedale, ad Ascoli Piceno.
Ad Accumoli, Amatrice e Posta, nel reatino e a Pescara del Tronto, frazione di Arquata i danni più gravi. I Vigili del fuoco parlano di danni anche a Gualdo e Mogliano nel Maceratese. Mentre Stefano Petrucci, sindaco di Accumoli, lancia l’allarme: “Nessuna casa è agibile, serve urgentemente una tendopoli”.

Il sisma, secondo l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, ha avuto una magnitudo di 6.0 e una profondità di 4 km. Più di cento le scosse che si sono susseguite nella notte, a partire dalle 3.30.

Sono attivi i numeri della Protezione Civile:840840 e 803555.

Aggiornamento h 19.

Il numero delle vittime accertate sale a 120.

AGGIORNAMENTO 25 agosto 

Almeno 241 i morti

 

 

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