Terrorismo e ONG islamiche: una storia poca conosciuta…

Stanno facendo clamore i dubbi sollevati in merito all’operato di alcune ONG. Come sempre l’Italia si divide tra innocentisti e colpevolisti, senza nessuna valutazione dei fatti. Un mondo, quello delle ONG, che già in passato ha generato ben più di un dubbio…

Stanno facendo clamore i dubbi sollevati in merito all’operato di alcune ONG. Come sempre l’Italia si divide tra innocentisti e colpevolisti, senza nessuna valutazione dei fatti. Un mondo, quello delle ONG, che già in passato ha generato ben più di un dubbio… Questo articolo pubblicato nel 2014 su La Velle dei Templi.net , diretto da Gian Joseph Morici, collega che abbiamo intervistato qui per la sua conoscenza del fenomeno del terrorismo islamico, ci racconta cose poco conosciute….

Prima di farvi leggere l’articolo, chiediamo a Morici un parere sulle polemiche attuali: “Sparare nel mucchio è sbagliato, ma indagare sulle ONG  che destano sospetti è giusto e doveroso. Importante soprattutto rintracciare le fonti di finanziamenti. Il mondo degli aiuti umanitari e della cooperazione, e non solo nel campo della migrazione, ha riservato non poche sorprese. Basti ricordare Ilaria Alpi che indagò anche sulle cooperazione o le inchieste  di Antonio Evangelista, che è stato comandante Polizia Italiana in Kosovo con l’Onu, autore del libro ‘ Califfato d’Europa’, da cui apprendiamo che nei Balcani il mondo della cooperazione è stato al servizio di interessi oscuri”.

Ed ora eccovi l’articolo:
“L’Islam non ha un centro, una struttura di comando, qualche autorità che aiuti il credente ad interpretare le sacre scritture dando loro il significato appropriato. Per questo i contenuti dei testi sacri islamici possono essere proposti, come avviene oggi, in maniera strumentale per giustificare azioni terroristiche anche sanguinarie, in particolare attraverso i Centri di cultura islamici e le Moschee sparsi nel mondo.

Un’azione di proselitismo in cui giocano un ruolo fondamentale anche le Organizzazioni Non Governative islamiche con l’apparente scopo di formare operatori preparati a portare aiuto ai bisognosi.

La maggior parte delle ONG islamiche hanno ufficialmente finalità umanitarie. In realtà, però, ed in particolare a partire dalla guerra in Bosnia ed in Kosovo, quelle più importanti e con consistenti risorse finanziarie assicurate da Stati arabi come lo Yemen, il Quatar e l’Arabia Saudita si sono spesso rivelate strumento principale per diffondere “in modo protetto” l’Islam radicale, specialmente tra le popolazioni delle Nazioni in via di sviluppo dove venivano accreditate.

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