I Tg nazionali ci dicono che Roma è sporca. E la Sicilia, Palermo in testa?

E’ chiaro che l’informazione punta a mettere in difficoltà il neo sindaco di Roma, Virginia Raggi. In Sicilia, invece, non c’è nessun governante da mettere alla gogna. Quindi l’immondizia può tranquillamente continuare a farla da padrona. A cominciare da Palermo, dove la raccolta differenziata dei rifiuti non esiste e dove si va avanti con la discarica di Bellolampo…

di Aldo Penna

E’ chiaro che l’informazione punta a mettere in difficoltà il neo sindaco di Roma, Virginia Raggi. In Sicilia, invece, non c’è nessun governante da mettere alla gogna. Quindi l’immondizia può tranquillamente continuare a farla da padrona. A cominciare da Palermo, dove la raccolta differenziata dei rifiuti non esiste e dove si va ancora avanti con la discarica di Bellolampo inquinando l’ambiente

La martellante campagna su Roma pulita dei Tg e, in  generale, della ‘Grande informazione’ del nostro Paese, che mira a mettere in difficoltà il neo sindaco, Virginia Raggi, attraverso il suo assessore, ha scoperchiato il triste stato in cui versa la cura dell’ambiente nella Capitale d’Italia e il pietoso stato dei suoi trasporti.

I giornali nazionali dedicano decine di servizi su telefonate e consulenze, ma tralasciano del tutto le ragioni che hanno generato l’attuale sfascio.

Riflettori su Roma dunque: e silenzio, inquietante silenzio sugli stessi problemi che attanagliano Palermo o la Sicilia tutta. Ma, si sa, l’informazione ama lo scandalo e l’Isola non interessa alla gloriosa macchina dell’informazione unica.

Palermo potrà avere una raccolta differenziata da ridere, potrà continuare a riversare i suoi rifiuti non trattati nella discarica di Bellolampo come decine di anni fa, inquinando l’aria, il terreno e la falda idrica, ma non conquisterà di certo l’attenzione dei media.

Le sue strade potranno essere sempre sporche e piene di buche, la disinfestazione non eseguita, ma stiamo sicuri che il circo mediatico non si muoverà.

Potremo per un altro anno avere un Presidente della Regione che galleggia sul proprio io, impermeabile a tutto, tranne che alla sua vanità, a capo di un Governo che viola, da decenni, le direttive comunitarie, superati perfino da quelle Regioni meridionali che, spesso, i critici abbinano ai nostri tristi destini senza che nulla accada.

Ma questa è la Sicilia, terra di sperimentazioni. In questo caso si sperimenta il silenzio, non si disturbano i ricchi manovratori. Anzi, nei ridicoli piani che si vogliono predisporre, invece di cambiare radicalmente andazzo si razionalizza l’orrendo esistente.

Uomini eletti per cambiare vogliono solo durare.

Foto tratta da sicilainformazioni.com

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