Trapani, il senatore D’Alì rinuncia alla candidatura. Per la Dda è “socialmente pericoloso”
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Trapani, il senatore D’Alì rinuncia alla candidatura. Per la Dda è “socialmente pericoloso”


Time Sicilia

Il senatore di Fi, Antonino D’Alì, abbandona la campagna elettorale come candidato sindaco a Trapani. Il parlamentare ieri ha ricevuto da parte della Dda di Palermo la notifica di una misura di prevenzione per obbligo di soggiorno nel comune di residenza da discutere nel prossimo mese di luglio, perché ritenuto ‘socialmente pericoloso”.

La reazione è furente: “La persecuzione giudiziaria continua! Due volte assolto e nuovamente aggredito! Ieri, dopo appena un’ora dalla chiusura della presentazione della mia candidatura e delle liste per l’elezione a Sindaco di TRAPANI, con tempistica cadenzata in maniera da precludere ogni alternativa, ho ricevuto una assolutamente imprevedibile ed ingiusta proposta di misura di prevenzione per obbligo di soggiorno nel comune di residenza da discutere nel prossimo mese di luglio”.
“Al di là degli aspetti e degli esiti giudiziari, per me certi nella riaffermazione della mia colpita dignità – aggiunge -, ma purtroppo anche nella lungaggine di un già patito calvario, il messaggio è inequivocabile: al di fuori del percorso elettorale democratico qualcuno vuole e può far si’ che io non possa impegnarmi come Sindaco nel far diventare Trapani la città civile ed all’avanguardia per la quale ho sempre disperatamente lottato. Quella Trapani del futuro gia’ entrata nei sogni dei Trapanesi appena pochi giorni dopo l’inizio della mia campagna elettorale. Il continuo attacco alla mia dignità – sottolinea D’Ali’ – dovrebbe allarmare tutti, solo chi ha interesse a non vedere e capire può non chiamarlo una persecuzione che non trova la fine neppure dopo le sentenze di assoluzione. Persecutori e detrattori di un innocente da un lato, avversari senza speranza e adusi alle vie traverse dall’altro, ansiosi del potere in questa mortificata citta’ potranno forse gioirne, e, se mai dovessero averne il consenso, si accomodino pure. Sento il dovere in questo momento di sospendere ogni mia personale attivita’ di campagna elettorale, torno amareggiato a Roma per onorare come di consueto il mandato parlamentare, poiché ritengo che, pure essendo stato assolto da ogni accusa anche in appello, non potrei condurre le opportune iniziative con questo carico di infamia scaricatomi addosso”.

18 maggio 2017

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TimeSicilia


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