Trasferimento di ‘nuove’ funzioni alla Sicilia, Massimo Costa: “Un intervento cosmetico e coloniale”

Di fatto, questa cessione di funzioni alla Regione è una presa per i fondelli: un modo elegante per dire alla Regione siciliana: d’ora in poi queste attività ve le finanziare con i vostri soldi

Lo Stato ha deciso, bontà sua, di trasferire alla Regione siciliana alcune funzioni (ci saranno anche dipendenti?), ma non c’è chiarezza sui fondi per gestire tali ‘nuove’ funzioni.

Il trasferimento è avvenuto sulla base degli articoli 19, 30, 34, 41 e 48 del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112.

Quali sarebbero le nuove funzioni? Incentivi alle imprese che operano nell’industria, nell’energia, nel settore minerario, nel settore dell’energia geotermica, fiere, mercati, mostre e esposizioni organizzate all’estero. E, ancora, promozione e sostegno alla costituzione di consorzi (esclusi quelli a carattere multiregionale) tra piccole e medie imprese industriali, commerciali e artigiane, sviluppo della commercializzazione nei mercati di altri Paesi dei prodotti agroalimentari locali (questa oggi è una funzione sbagliatissima, come illustreremo in un articolo a parte), promozione di consorzi agroalimentari, promozione e sostegno di consorzi turistico-alberghieri.

Chi ha un po’ di dimestichezza con l’economia siciliana e con l’amministrazione regionale sa che queste funzioni la Regione le svolge già da decenni!

Di fatto, lo Stato interveniva con iniziative parallele e con propri fondi.

Di fatto, questa cessione di funzioni alla Regione è una presa per i fondelli: un modo elegante per dire alla Regione siciliana: d’ora in poi queste attività ve le finanziare con i vostri soldi!

L’inganno non sfugge a Massimo Costa, docente di Economi aziendale, nonché esponente del movimento Siciliani Liberi: “Sono funzioni che la Regione già svolge correntemente dal 1947. Incentivi alle imprese che operano in determinati settori, fiere, mercati, sviluppo e commercializzazione di nostro prodotti, consorzi turistici e alberghieri”.

Insomma un “decreto attuativo” inutile. Un intervento “cosmetico e coloniale”.

Ecco perché:

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