Troppi incidenti lungo le strade siciliane: siamo sicuri che è solo fatalità?

Otto morti in tre giorni a causa di incidenti stradali lungo le strade della Sicilia sono troppi. Ma siamo sicuri che è solo una questione di fatalità o di guida pericolosa? Non è che, per caso, c’entrano anche le autostrade, le strade a scorrimento veloce e le strade provinciali mal tenute, se non abbandonate? Ce lo chiediamo perché il quadro della situazione stradale, nella nostra Isola (comprese le strade cittadine), è veramente disastroso

Otto morti in tre giorni lungo le strade siciliane. Solo casualità o c’è dell’altro? Capita a tutti, oggi, di vedere persone alla guida dell’automobile mentre parlano al telefono cellulare. Atteggiamenti, si dice, che andrebbero sanzionati. Poi c’è la guida in stato di ebbrezza. Che, di solito, riguarda i giovani. Altro problema serio. E poi, lo ribadiamo, il caso. Ma siamo sicuri che la spiegazione si deve fermare qui?

Ce lo chiediamo perché in Sicilia, oggi, non c’è una sola strada ben tenuta. Lo sfascio è pressoché totale.

Si comincia dalle autostrade. Dove la manutenzione, di fatto, non esiste. Incredibile quello che si può osservare sull’autostrada Messina-Catania: segnaletica carente, muretti che crollano, manto stradale in ‘stile letto di dolore’. Un disastro.

E che dire della Siracusa-Gela? Nei primi anni del 2000, appena aperta al traffico, era già piena di avvallamenti. E ancora: vogliamo commentare l’autostrada Palermo-Messina? Aperta frettolosamente al traffico in pompa magna nei primi anni del 2000, da allora ad oggi, piuttosto che migliorare, è peggiorata.

Per la cronaca, la Palermo- Messina è l’unica autostrada italiana nella quale, a causa del gran numero di incidenti, l’assicurazione ha disdettato il contratto. 

Palermo-Messina, Messina-Catania e Siracusa-Gela: tre autostrade gestite dal CAS, sigla che sta per Consorzio Autostrade della Sicilia. Cioè dalla Regione siciliana che controlla il CAS. Non ci vengano a dire che è un problema di soldi, perché da lì, ogni giorno, passano migliaia di automobili con il pedaggio. E’ solo una questione di organizzazione e di gestione: pessima la prima, pessima la seconda.

Ma ormai, con l’attuale Governo regionale che ha mandato a picco la Sicilia, come cosa dobbiamo aggiungere? In una Regione nella quale 350 Comuni sono stati lasciati senza soldi, dove le ex Province – trasformate, sulla carta, in pompose Città Metropolitane di Palermo, Catania e Messina e in altrettanto pomposi Consorzi di Comuni, dove l’immondizia o rimane per settimane e settimane lungo le strade, o finisce in discarica – che cosa ci potrebbe essere di diverso?

Vogliamo parlare delle autostrade gestite dall’ANAS? Abbiamo visto tutti cos’è successo lungo la Palermo-Catania. La frana che ha travolto un viadotto ha bloccato il transito per lunghi mesi. Se i deputati del Movimento 5 Stelle del Parlamento siciliano, a proprie spese, non avessero realizzato una strada alternativa – la ‘trazzera di Caltavuturo’ – sarebbe stato un disastro.

Che hanno fatto i Governi? Che ha fatto l’ANAS? Hanno impiegato mesi per realizzare una bretella ‘sgarrupata’. Tutto qui. Da anni quest’autostrada si percorre tra un’interruzione e l’altra: e non gliene frega niente a nessuno. In questo caso la domanda è: come mai, alla fine, gli incidenti sono pochi?

Forse l’unica autostrada che si salva – ma non del tutto – è la Palermo-Trapani-Mazara del Vallo.

Vogliamo parlare delle strade a scorrimento veloce della Sicilia? La Palermo-Agrigento è un delirio. Hanno iniziato i lavori per migliorarne il percorso dalla parte sbagliata. Il tratto nevralgico, partendo da Palermo, è quello che collega il capoluogo dell’Isola con Bolognetta. Ebbene: lì è tutto come sempre: un casino. Proseguendo arriva l’altro casino dei lavori in corso e via continuando. Disastri, su disastri, su disastri.

Ormai non parliamo più della Nord-Sud, la strada a scorrimento veloce che avrebbe dovuto collegare Mistretta a Gela, cioè il nord e il sud della nostra Isola. I lavori vanno avanti da oltre cinquant’anni e non si riesce a venirne a capo. Il ‘caso’ di questa strada è ormai oggetto di studi da parte di ingegneri e sociologi di tutto il mondo: perché appalti che si ‘articolano’ in una dimensione temporale così lunga non esistono in altra parte della Terra.

Non commentiamo nemmeno la strada a scorrimento veloce Palermo-Sciacca, nata male negli anni ’70 del secolo passato, dopo un ‘parto appaltizio’ durato dieci anni, è cresciuta in peggio. Oggi sappiamo che è pericolosa. A dircelo è il gran numero di incidenti.

Vogliamo parlare delle strade provinciali abbandonate? Le ex Province sono commissariate da quattro anni. Le competenze sono passate alla Regione, che le amministra con i commissari. Tra le competenze delle ex Province c’è la manutenzione delle strade provinciali.

Siccome soldi non ce n’è, le strade provinciali della Sicilia sono tutte abbandonate. Ogni tanto intervengono i Comuni, quando proprio la situazione arriva al limite.

Perché succede tutto questo?

Storia ormai ordinaria: l’Unione Europea dell’Euro taglia i fondi all’Italia; il Governo nazionale taglia i fondi alla Regione e alle Province; e le ex nove Province della nostra Isola – come già accennato commissariate da quattro anni – hanno abbandonato le strade provinciali.

In questo caso c’è un rapporto diretto tra le politiche economiche demenziali e criminali dell’Unione Europea e lo sfascio delle strade provinciali della Sicilia. Ma non si deve dire. Non bisogna parlare male di un’Unione Europea dell’Euro che fa oggettivamente schifo, gestita da massoni e da ‘banditi’. Tutti zitti, perché ormai l’Italia – governata secondo i criteri della P2 di Licio Gelli – non può certo parlare male della massoneria. Ci mancherebbe!

E le strade provinciali ormai in buona parte impercorribili? E gli incidenti? Cavoli dei siciliani.

Lo sfascio è totale. Abbiamo scoperto che, in Sicilia, anche le strade interpoderali sono un delirio (come potete leggere qui). Qui dobbiamo abbandonare la delirante Unione Europea dell’Euro e tornare alla Regione siciliana. Le strade interpoderali sono quelle che dovrebbero tagliare fuori dall’isolamento le migliaia di aziende agricole, soprattutto nelle aree interne. I soldi per queste opere non sono mai mancati e non mancano. Ma quello che succede è semplicemente incredibile: e non gliene frega niente a nessuno.

Parliamo delle strade cittadine che, in tantissimi Comuni della nostra Isola – a cominciare da Palermo – sono un disastro, piene di buche e avvallamenti? Mancano i soldi? Tesi vera fino a un certo punto. Andate a leggere come ogni Comune impiega i fondi per i debiti fuori bilancio. E visto che siamo in estate, non sfuggirà alla vostra attenzione il numero imprecisato di sagre, feste & festini.

I soldi per ‘frizzi & lazzi’ si trovano. Non si trovano i soldi per sistemare le strade delle città siciliane grandi e piccole. E’ un fatto, questo, che è sotto i nostri occhi.

In un contesto autostradale e stradale del genere quello che ci dobbiamo chiedere non è perché succedono gli incidenti. Ma, al contrario, ci dobbiamo chiedere: perché, di incidenti, alla fine, se ne contano così pochi?

P.S.

Dimenticavamo: gli autovelox. Non solo le strade a scorrimento veloce fanno schifo, non solo le strade provinciali sono state abbandonate, non solo le strade cittadine sono tutte buche, ma ai cittadini siciliani viene riservato un trattamento a parte: gli autovelox a cura dei sindaci che fanno ‘cassa’. Una vergogna istituzionalizzata.

Già, i Comuni che non hanno soldi. Stessa storia: l’Unione Europea dell’Euro toglie i soldi all’Italia nel nome del rigore’; lo Stato taglia i fondi alle Regioni, alle ex Province e ai Comuni. E cosa fanno i sindaci, in presenza di strade che fanno letteralmente schifo? Appioppano gli autovelox ai cittadini.

Lo schifo arriva da una fallimentare Unione Europea di predoni. Ma i sindaci cosa fanno per ridurre i disagi ai cittadini? Nulla. Anzi, li tartassano con gli autovelox. 

Da anni si parla di questi scippi legalizzati chiamati autovelox. Ma non si fa nulla. Eppure un modo per venirne a capo c’è. Tra un po’ si andrà a votare per le elezioni comunali. Votiamo i sindaci che si impegnano a sbaraccare gli autovelox. 

 

1 thought on “Troppi incidenti lungo le strade siciliane: siamo sicuri che è solo fatalità?

  1. Provate a farvi un giro tra le province di Enna e Caltanissetta, se ce la fate! Almeno per le strade provinciali abbiamo la scusa, ma le statali chiuse da anni?

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