Trump: il 42% delle donne lo ha votato. Ma quelle che protestano vogliono l’esclusiva

Le americane sono solo quelle che hanno votato Hillary? Con l’aiuto di star di Hollywood e di anziane cantanti in cerca di attenzioni, le stesse che in campagna elettorale elargivano promesse sessuali diventando esse stesse le peggiori nemiche della dignità femminile, lo stanno condannando a priori… Ma l’America non era una grande democrazia?

Come sarà la Presidenza USA sotto il segno di Donald Trump? Nessuno ha la palla di cristallo, nessuno può saperlo. Da quello che abbiamo visto, non può certo essere degna di lode la cancellazione dell’ObamaCare, i provvedimenti del precedente inquilino della Casa Bianca che miravano ad estendere l’accesso alla sanità pubblica. Possono, invece, a nostro parere, essere degni di lode  alcuni punti del programma declamati nel giorno dell’insediamento:

“Ogni decisione- ha detto il Presidente USA-  sul commercio, sulle tasse, in materia di immigrazione, sugli esteri sarà presa a beneficio dei lavoratori americani e delle famiglie americane. Dobbiamo proteggere i nostri confini dalle devastazioni di altri paesi che distruggono i nostri prodotti, rubano le nostre aziende e distruggono il nostro lavoro”.

Ovvero, la globalizzazione selvaggia, l’aggressività e la scorrettezza commerciale di alcuni Paesi va fermata.  Anche le prospettive della distensione nei rapporti con Putin non può che essere considerata positivamente dal mondo intero.

Lo attende, comunque, la prova dei fatti.  Lo giudicheremo col tempo, senza pregiudizi, nella concretezza dell’azione.

Non c’è bisogno di aspettare un secondo in più, invece, per parlare delle folkloristiche manifestazioni di protesta nei suoi confronti: ma l’America non era una grande democrazia? E dove sta la democrazia nell’atteggiamento di questi sostenitori di Hillary Clinton che contestano un presidente democraticamente eletto? “Trump is not my Presidente” dicono. Ma lo è, in effetti, perché, piaccia o non piaccia, così funziona la democrazia: chi vince è il Presidente di tutti.

Che dire poi delle donne preoccupate dal presunto ‘machismo’ di Trump? Con l’aiuto di star di Hollywood e di anziane cantanti in cerca di attenzioni, le stesse che in campagna elettorale elargivano promesse sessuali diventando esse stesse le peggiori nemiche della dignità femminile, lo stanno condannando a priori.

Cosa ha fatto contro le donne, finora? Nulla.

Parlano, dicono loro, a nome di tutte le donne.  Dimenticando che il 42% delle americane lo ha votato, evidentemente infischiandosene della vita provata o dei sui discorsi da bar.

Queste donne non sono americane?

Le americane sono solo quelle che volevano Hillary e che magari tra qualche anno sosterranno la candidatura di Michelle Obama?

Che delusione questa America, che si descrive come una grande democrazia ma che si dimentica dei principi democratici quando a vincere è l’avversario.

E Donald Trump non le manda certo a dire. Rispondendo, con una buona dose di ironia, alle donne che hanno marciato contro di lui a Washington e anche in altre città: “Ho visto le proteste di sabato ma se non sbaglio abbiamo appena avuto un’elezione! Perché queste persone non hanno votato? Le celebrità fanno male alla causa”.

 

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