UE e vecchia politica italiana temono che il Reddito di cittadinanza porti voti ai grillini aprendo una maglia nell’Eurozona

E’ questo il vero motivo dell’attacco della UE al Governo di grillini e leghisti. I conti in disordine sono una scusa. Il Reddito di cittadinanza apre un canale con i giovani senza lavoro che non vanno a votare (si pensi ai NEET). Tutta gente che potrebbe riavvicinarsi alla politica votando Movimento 5 Stelle. Lanciando un segnale agli oltre 100 milioni di disoccupati dell’Eurozona a pochi mesi dalle elezioni europee…

E’ questo il vero motivo dell’attacco della UE al Governo di grillini e leghisti. I conti in disordine sono una scusa. Il Reddito di cittadinanza apre un canale con i giovani senza lavoro che non vanno a votare (si pensi ai NEET). Tutta gente che potrebbe riavvicinarsi alla politica votando Movimento 5 Stelle. Lanciando un segnale agli oltre 100 milioni di disoccupati dell’Eurozona a pochi mesi dalle elezioni europee…  

Sono in tanti, in queste ore, a interrogarsi sul perché l’Unione Europea dell’euro si sta accanendo contro l’attuale Governo italiano. Le interpretazioni sono tante, tutte in buona parte condivisibili. C’è chi parla di antipatia verso il Movimento 5 Stelle e la Lega. C’è chi sostiene che, per la prima volta da quando l’Italia è entrata nell’euro, c’è un Governo che si sta occupando dei ceti deboli: e questo, come vedremo più avanti, è la questione che preoccupa le massonerie finanziarie e bancarie che controllano la UE. E infine – ma questa è la tesi un po’ idiota – tutto dipenderebbe dai conti pubblici messi in pericolo e bla bla bla.

Liquidiamo subito questa tesi demenziale, se non altro perché è stata fatta propria dalla Commissione Europea, istituzione screditata che, pur di mettere i bastoni tra le ruote ai Governi europei che non si allineano a dettami spesso demenziali, sposa tesi che stridono con la realtà.

Chi ha un po’ di dimestichezza con i conti pubblici – non tanta, ne basta un po’ – sa che i Governi Monti, Letta, Renzi e Gentiloni hanno indebitato l’Italia più di quanto sta provando a fare l’attuale Governo. Quella dei conti pubblici sforati, lo ribadiamo, è una bugia-fesseria.

Però la domanda resta: perché tanta acredine contro il Governo italiano attuale? Una spiegazione – che comunque va presa con le pinze – è che l’euro sia ormai insostenibile. Così gli “euroinomani” (la definizione è del filosofo e commentatore Diego Fusaro) starebbero prendendo la scusa dell’attuale Governo italiano ‘populista’ per chiudere la fallimentare esperienza della moneta unica europea.

Questa tesi non è campata in aria, ma forse è un po’ prematura.

Poi c’è una seconda tesi, molto più credibile della prima: chi oggi comanda nell’Unione Europea teme le elezioni europee della primavera del prossimo anno. Fino a prima delle elezioni politiche italiane gli ‘euroinomani’ pensavano di avere tutto sotto controllo. Ma il responso delle urne dell’Italia, con la vittoria dei ‘populisti’ – grillini e leghisti – ha sconvolto tutti i piani. 

Non solo. Proprio in queste ore un referendum in Danimarca ha sancito il no a una maggiore cooperazione di questo Paese con la UE in materia di sicurezza e giustizia.

Sempre nelle stesse ore la Macedonia ha detto un “No” grande quanto una casa all’Unione Europea.

Insomma, l’attuale Unione Europea dell’euro piace solo ai banchieri e alla grande finanza, non certo ai cittadini. Da qui la paura delle elezioni europee, che potrebbe ridimensionare i due partiti che hanno fatto da ‘scendiletto’ all’attuale Commissione Europea: il Partito Popolare Europeo (PPE) e il Partito Socialista Europeo (PSE).

Attenzione: per il blocco di potere massonico-finanziario-bancario che oggi controlla la ‘presunta’ Unione Europea il disastro non sarebbe rappresentato solo da una vittoria dei ‘Populisti’ alle prossime elezioni europee, ma anche dai ‘Populisti’ al 35-40%: cosa, questa, che renderebbe ingovernabile la UE, se non altro perché i Socialisti – o quello che resta del Socialismo europeo (ben poco ormai) – se sonoramente sconfitti (cosa assai probabile), mai e poi mai tornerebbero a governare con il PPE, con un’opposizione ‘populista’ con il 35-40% dei seggi nel Parlamento europeo.

La prospettiva che terrorizza gli attuali ‘satrapi’ dell’Unione Europea è l’ingovernabilità, perché un Parlamento europeo con il 35-40% di ‘populisti’ scatenerebbe il putiferio, impedendo ai banchieri, ai finanzieri e ai massoni che fino ad oggi hanno controllato la UE di fare quello che hanno sempre fatto: i cavoli propri (la dizione sarebbe un’altra…).

Questa seconda ipotesi è molto verosimile. E i provvedimenti adottati dall’attuale Governo italiano rischiano di moltiplicare i rischi per gli ‘euroinomani’. Qui torniamo al nostro ragionamento iniziale: il timore della UE dell’euro per le politiche adottate dall’attuale Governo italiano verso i ceti deboli. 

Gli attuali ‘padroni’ della UE non sono affatto stupidi. Seguono e capiscono – spesso prima e meglio degli altri – le dinamiche elettorali. Come già ricordato, hanno sbagliato i conti sull’Italia, perché pensavano che Renzi e Berlusconi, alle elezioni politiche dello scorso 4 marzo, avrebbero rimediato un Governo dell’inciucio.

Non avendo capito nulla delle ultime elezioni italiane, ora gli ‘euroinomani’ sono molto più attenti. E hanno capito che la mossa del Reddito di cittadinanza potrebbe rivelarsi politicamente ed elettoralmente strategica per il Movimento 5 Stelle. Proviamo a illustrare il perché.

In Italia, ormai, vota il 50% degli elettori aventi diritto. L’altro 50% di elettori che potrebbe votare diserta le urne. Pensiamo ai NET, cioè ai giovani che non studiano, non lavorano e non cercano un lavoro. Sono ragazzi demotivati lontani dalla politica.

Il Reddito di cittadinanza si rivolge anche a loro. E ‘rischia’ – mettiamola così – di far riavvicinare questi giovani, oggi votati alla disperazione, alla politica e alle urne: ed è chiaro che se dovessero andare o tornare a votare, beh, non voterebbero certo per la vecchia politica italiana: al contrario, voterebbero in larga parte per il Movimento 5 Stelle che, alla fine, è l’unica forza politica che si sta occupando di loro.

Alla vecchia politica italiana e alla UE di questi giovani non gliene può fregare di meno: anzi più disperati sono, più si allontanano dalla politica e dalle urne, più loro sono contenti.

I grillini, con il Reddito di cittadinanza, hanno gettato un ponte verso questo mondo: e potrebbero essere voti che entrerebbero nel ‘forziere’ elettorale del Movimento 5 Stelle facendo incrementare la percentuale dei votanti.

Mettetevi un attimo nei panni degli ‘euroinomani’ e dei dirigenti del PD e di Forza Italia: già debbono fronteggiare la Lega di Matteo Salvini in grande crescita grazie alla svolta che questo partito – piaccia o no – ha impresso alla gestione dei migranti; se poi i grillini, con il Reddito di cittadinanza, portano alle urne un 10% di elettori in più che votano per loro, ebbene, il PD rischia veramente di scendere sotto il 10%, mentre Forza Italia scivolerebbe al 5%!

Ma gli ‘euroinomani’ non sono preoccupati solo per l’Italia. Nel nel nostro Paese ci sono 12 milioni di poveri, nell’Unione Europea, complessivamente, i poveri prodotti dalla demenziale gestione dell’euro sono oltre 100 milioni! (COME POTETE LEGGERE QUI).

Che significa questo? Che quello che potrebbe succedere in Italia – i diseredati e i disperati che invece di disertare le urne, come spera l’Unione europea dell’euro, vanno a votare per i partiti e movimenti ‘populisti’ – potrebbe verificarsi anche in altri Paesi europei.

E’ questa la paura dell’Unione Europea, non certo i conti di una manovra economica e finanziaria che è ben al di sotto dei danni prodotti dai Governi italiani precedenti. Questo spiega l’acredine verso l’attuale Governo italiano.

Come finirà? A parere di chi scrive, finirà comunque male per l’Unione Europea dell’euro. Gli ‘euroinomani’ possono vincere solo in un caso: sterilizzando il Reddito di cittadinanza, ma facendo in modo che l’attuale Governo italiano resti in carica per farsi logorare.

Ma dubitiamo che Salvini e Luigi Di Maio si facciano logorare. Il leader dei leghisti e Ministro degli Interni ha già ‘sparato’ sulla UE e ha addirittura ironizzato sul presidente della Commissione Europea, Junker, a proposito dell’alcool… Di Maio non mollerà sul Reddito di cittadinanza.

Se proprio la dobbiamo dire tutta, in questo momento grillini e leghisti hanno tutto da guadagnare da una UE che li butti fuori dal Governo: diventerebbero le vittime e, alle elezioni europee e a quelle politiche (perché se cade l’attuale Governo italiano si va al voto) prenderebbero una barca di voti.

In questo momento, contrariamente a quello che cercano di far credere certi giornali e certi TG, il Governo italiano è fortissimo, mentre è debolissima la UE che, come già ricordato, ha appena finito di ‘incassare’ la doppia umiliazione dei referendum di Danimarca e Macedonia.

L’unica speranza per Bruxelles, per il PD, per Berlusconi e, in generale, per la vecchia politica italiana che si sostanzia anche nelle alte cariche istituzionali, è che grillini e leghisti si facciano ‘imbrigliare’, rinunciando alla Flat tax, alla rivisitazione della legge Fornero, all’aumento delle pensioni minime e al Reddito di cittadinanza.

Ma dubitiamo che Salvini e Di Maio siano così ingenui. Fino ad ora, infatti, hanno dimostrato l’esatto contrario.

Foto tratta da irishtimes.com

 

 

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