UE e vecchia politica italiana temono che il Reddito di cittadinanza porti voti ai grillini aprendo una maglia nell’Eurozona
Editoriale

UE e vecchia politica italiana temono che il Reddito di cittadinanza porti voti ai grillini aprendo una maglia nell’Eurozona


Giulio Ambrosetti

E’ questo il vero motivo dell’attacco della UE al Governo di grillini e leghisti. I conti in disordine sono una scusa. Il Reddito di cittadinanza apre un canale con i giovani senza lavoro che non vanno a votare (si pensi ai NEET). Tutta gente che potrebbe riavvicinarsi alla politica votando Movimento 5 Stelle. Lanciando un segnale agli oltre 100 milioni di disoccupati dell’Eurozona a pochi mesi dalle elezioni europee…  

Sono in tanti, in queste ore, a interrogarsi sul perché l’Unione Europea dell’euro si sta accanendo contro l’attuale Governo italiano. Le interpretazioni sono tante, tutte in buona parte condivisibili. C’è chi parla di antipatia verso il Movimento 5 Stelle e la Lega. C’è chi sostiene che, per la prima volta da quando l’Italia è entrata nell’euro, c’è un Governo che si sta occupando dei ceti deboli: e questo, come vedremo più avanti, è la questione che preoccupa le massonerie finanziarie e bancarie che controllano la UE. E infine – ma questa è la tesi un po’ idiota – tutto dipenderebbe dai conti pubblici messi in pericolo e bla bla bla.

Liquidiamo subito questa tesi demenziale, se non altro perché è stata fatta propria dalla Commissione Europea, istituzione screditata che, pur di mettere i bastoni tra le ruote ai Governi europei che non si allineano a dettami spesso demenziali, sposa tesi che stridono con la realtà.

Chi ha un po’ di dimestichezza con i conti pubblici – non tanta, ne basta un po’ – sa che i Governi Monti, Letta, Renzi e Gentiloni hanno indebitato l’Italia più di quanto sta provando a fare l’attuale Governo. Quella dei conti pubblici sforati, lo ribadiamo, è una bugia-fesseria.

Però la domanda resta: perché tanta acredine contro il Governo italiano attuale? Una spiegazione – che comunque va presa con le pinze – è che l’euro sia ormai insostenibile. Così gli “euroinomani” (la definizione è del filosofo e commentatore Diego Fusaro) starebbero prendendo la scusa dell’attuale Governo italiano ‘populista’ per chiudere la fallimentare esperienza della moneta unica europea.

Questa tesi non è campata in aria, ma forse è un po’ prematura.

Poi c’è una seconda tesi, molto più credibile della prima: chi oggi comanda nell’Unione Europea teme le elezioni europee della primavera del prossimo anno. Fino a prima delle elezioni politiche italiane gli ‘euroinomani’ pensavano di avere tutto sotto controllo. Ma il responso delle urne dell’Italia, con la vittoria dei ‘populisti’ – grillini e leghisti – ha sconvolto tutti i piani. 

Non solo. Proprio in queste ore un referendum in Danimarca ha sancito il no a una maggiore cooperazione di questo Paese con la UE in materia di sicurezza e giustizia.

Sempre nelle stesse ore la Macedonia ha detto un “No” grande quanto una casa all’Unione Europea.

Insomma, l’attuale Unione Europea dell’euro piace solo ai banchieri e alla grande finanza, non certo ai cittadini. Da qui la paura delle elezioni europee, che potrebbe ridimensionare i due partiti che hanno fatto da ‘scendiletto’ all’attuale Commissione Europea: il Partito Popolare Europeo (PPE) e il Partito Socialista Europeo (PSE).

Attenzione: per il blocco di potere massonico-finanziario-bancario che oggi controlla la ‘presunta’ Unione Europea il disastro non sarebbe rappresentato solo da una vittoria dei ‘Populisti’ alle prossime elezioni europee, ma anche dai ‘Populisti’ al 35-40%: cosa, questa, che renderebbe ingovernabile la UE, se non altro perché i Socialisti – o quello che resta del Socialismo europeo (ben poco ormai) – se sonoramente sconfitti (cosa assai probabile), mai e poi mai tornerebbero a governare con il PPE, con un’opposizione ‘populista’ con il 35-40% dei seggi nel Parlamento europeo.

La prospettiva che terrorizza gli attuali ‘satrapi’ dell’Unione Europea è l’ingovernabilità, perché un Parlamento europeo con il 35-40% di ‘populisti’ scatenerebbe il putiferio, impedendo ai banchieri, ai finanzieri e ai massoni che fino ad oggi hanno controllato la UE di fare quello che hanno sempre fatto: i cavoli propri (la dizione sarebbe un’altra…).

Questa seconda ipotesi è molto verosimile. E i provvedimenti adottati dall’attuale Governo italiano rischiano di moltiplicare i rischi per gli ‘euroinomani’. Qui torniamo al nostro ragionamento iniziale: il timore della UE dell’euro per le politiche adottate dall’attuale Governo italiano verso i ceti deboli. 

Gli attuali ‘padroni’ della UE non sono affatto stupidi. Seguono e capiscono – spesso prima e meglio degli altri – le dinamiche elettorali. Come già ricordato, hanno sbagliato i conti sull’Italia, perché pensavano che Renzi e Berlusconi, alle elezioni politiche dello scorso 4 marzo, avrebbero rimediato un Governo dell’inciucio.

Non avendo capito nulla delle ultime elezioni italiane, ora gli ‘euroinomani’ sono molto più attenti. E hanno capito che la mossa del Reddito di cittadinanza potrebbe rivelarsi politicamente ed elettoralmente strategica per il Movimento 5 Stelle. Proviamo a illustrare il perché.

In Italia, ormai, vota il 50% degli elettori aventi diritto. L’altro 50% di elettori che potrebbe votare diserta le urne. Pensiamo ai NET, cioè ai giovani che non studiano, non lavorano e non cercano un lavoro. Sono ragazzi demotivati lontani dalla politica.

Il Reddito di cittadinanza si rivolge anche a loro. E ‘rischia’ – mettiamola così – di far riavvicinare questi giovani, oggi votati alla disperazione, alla politica e alle urne: ed è chiaro che se dovessero andare o tornare a votare, beh, non voterebbero certo per la vecchia politica italiana: al contrario, voterebbero in larga parte per il Movimento 5 Stelle che, alla fine, è l’unica forza politica che si sta occupando di loro.

Alla vecchia politica italiana e alla UE di questi giovani non gliene può fregare di meno: anzi più disperati sono, più si allontanano dalla politica e dalle urne, più loro sono contenti.

I grillini, con il Reddito di cittadinanza, hanno gettato un ponte verso questo mondo: e potrebbero essere voti che entrerebbero nel ‘forziere’ elettorale del Movimento 5 Stelle facendo incrementare la percentuale dei votanti.

Mettetevi un attimo nei panni degli ‘euroinomani’ e dei dirigenti del PD e di Forza Italia: già debbono fronteggiare la Lega di Matteo Salvini in grande crescita grazie alla svolta che questo partito – piaccia o no – ha impresso alla gestione dei migranti; se poi i grillini, con il Reddito di cittadinanza, portano alle urne un 10% di elettori in più che votano per loro, ebbene, il PD rischia veramente di scendere sotto il 10%, mentre Forza Italia scivolerebbe al 5%!

Ma gli ‘euroinomani’ non sono preoccupati solo per l’Italia. Nel nel nostro Paese ci sono 12 milioni di poveri, nell’Unione Europea, complessivamente, i poveri prodotti dalla demenziale gestione dell’euro sono oltre 100 milioni! (COME POTETE LEGGERE QUI).

Che significa questo? Che quello che potrebbe succedere in Italia – i diseredati e i disperati che invece di disertare le urne, come spera l’Unione europea dell’euro, vanno a votare per i partiti e movimenti ‘populisti’ – potrebbe verificarsi anche in altri Paesi europei.

E’ questa la paura dell’Unione Europea, non certo i conti di una manovra economica e finanziaria che è ben al di sotto dei danni prodotti dai Governi italiani precedenti. Questo spiega l’acredine verso l’attuale Governo italiano.

Come finirà? A parere di chi scrive, finirà comunque male per l’Unione Europea dell’euro. Gli ‘euroinomani’ possono vincere solo in un caso: sterilizzando il Reddito di cittadinanza, ma facendo in modo che l’attuale Governo italiano resti in carica per farsi logorare.

Ma dubitiamo che Salvini e Luigi Di Maio si facciano logorare. Il leader dei leghisti e Ministro degli Interni ha già ‘sparato’ sulla UE e ha addirittura ironizzato sul presidente della Commissione Europea, Junker, a proposito dell’alcool… Di Maio non mollerà sul Reddito di cittadinanza.

Se proprio la dobbiamo dire tutta, in questo momento grillini e leghisti hanno tutto da guadagnare da una UE che li butti fuori dal Governo: diventerebbero le vittime e, alle elezioni europee e a quelle politiche (perché se cade l’attuale Governo italiano si va al voto) prenderebbero una barca di voti.

In questo momento, contrariamente a quello che cercano di far credere certi giornali e certi TG, il Governo italiano è fortissimo, mentre è debolissima la UE che, come già ricordato, ha appena finito di ‘incassare’ la doppia umiliazione dei referendum di Danimarca e Macedonia.

L’unica speranza per Bruxelles, per il PD, per Berlusconi e, in generale, per la vecchia politica italiana che si sostanzia anche nelle alte cariche istituzionali, è che grillini e leghisti si facciano ‘imbrigliare’, rinunciando alla Flat tax, alla rivisitazione della legge Fornero, all’aumento delle pensioni minime e al Reddito di cittadinanza.

Ma dubitiamo che Salvini e Di Maio siano così ingenui. Fino ad ora, infatti, hanno dimostrato l’esatto contrario.

Foto tratta da irishtimes.com

 

 

2 ottobre 2018

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GiulioAmbrosetti


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