Un esempio di casa abusiva insanabile acquisita dal Comune e poi affittata!
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Un esempio di casa abusiva insanabile acquisita dal Comune e poi affittata!


Time Sicilia

L’intervista al professore Giuseppe Gangemi, docente di Urbanistica presso l’università di Palermo (CHE TROVATE ALLEGATA IN CALCE A QUESTO ARTICOLO) sulla cosiddetta “salvaguardia del diritto di abitazione” sta suscitando un dibattito tra tanti cittadini. Notiamo, invece, la totale assenza della politica siciliana. La cosa non ci stupisce: là dove ci sono problemi seri da affrontare è quasi impossibile trovare l’Assemblea regionale siciliana…  

da Valentina Calvino
riceviamo e pubblichiamo

Ill.mo Signor Direttore di Time Sicilia,

sono un’abusiva di seconda generazione che, alla soglia dei quaranta anni, cerca di affrontare il tema dell’abusivismo con un approccio il più distaccato possibile, ma certamente parziale e poco oggettivo.

Il mio metodo di analisi del problema, in quanto sono anche professionista e tecnico, sorge da alcune elementari domande che mi sono sempre posta:
1. perché mio padre, un geometra di consolidata tradizione professionale, ha deciso di costruire abusivamente la sua casa di fronte al mare nel 1982? Da geometra, mi chiedo, come ha fatto a ignorare che dove aveva deciso di costruire la sua casa c’era il così famoso vincolo di inedificabilità assoluta?

2. Perché accanto casa mia (sì, perché ormai la casa abusiva è rimasta la mia casa) esistono dei fabbricati realizzati tra gli anni ’80 e ’90 muniti di concessione edilizia se dove sono stati realizzati c’era il così famoso vincolo di inedificabilità assoluta?

3. Perché il Comune ha realizzato strade, marciapiedi, rete idrica e verde pubblico attorno casa mia se vigeva il vincolo di inedificabilità assoluta?

Oggi, con prove documentali di sicura certezza tecnica, posso rispondere a queste domande:

1. Mio padre, il geometra, aveva aderito alla prima sanatoria prevista da una legge regionale siciliana che venne poi abrogata perché incostituzionale: mio padre era stato indotto a comprare il lotto di terreno su cui sorge la casa perché, secondo il certificato di destinazione urbanistica rilasciato dal Comune, esso risultava edificabile.

2. Fino al 1991 i Comuni potevano rilasciare concessioni edilizie perché non esisteva il così famoso vincolo di inedificabilità assoluta; infatti il vincolo di cui alla legge ragionale n.78 del 1976 si riferiva ai futuri strumenti urbanistici in formazione e ancora da redigere. La legge regionale n.15 del 1991, all’art.3, introduce una norma interpretativa che rende immediatamente efficace l’inedificabilità che, fino a quel momento, era meramente programmatica. In quanto norma interpretativa essa ha assunto efficacia retroattiva, così prefigurando un vero e proprio reato generalizzato di abusivismo per tutte le costruzione ricadenti nella fascia vincolata a partire dal 1976, anche se esse erano state regolarmente realizzate fino a quel momento.

3. I Comuni, attingendo ai fondi e allo spirito dei Piani particolareggiati di recupero urbanistico previsti sin dal 1985, realizzavano opere di urbanizzazioni in agglomerati abusivi anche entro i 150 metri dal mare, fino all’abrogazione di questi Piani avvenuta nel 1994.

Oggi però continuo a chiedermi:

perché casa mia continua ad essere abusiva e, anzi, per essere precisi, mi chiedo come mai la casa che allora realizzò mio padre ha avuto negata la concessione in sanatoria, successivamente ha ricevuto una ingiunzione di demolizione e poi di acquisizione al patrimonio del Comune, e oggi il Comune mi dice che devo uscire da casa mia perché è sua e io la sto occupando abusivamente? E anzi aggiunge, chiosando,…vedi di pagarmi anche il danno che mi hai provocato dato il mancato uso che ne potevo fare…

Perché per mio padre e per me oggi la casa è abusiva e per il Comune è invece un patrimonio immobiliare da mantenere come fonte fondamentale per il ripianamento del bilancio comunale e dei suoi debiti?

Vorrei che, a questa domanda, rispondesse non tanto il mio Sindaco, che secondo me nemmeno si rende conto della gravità di quello che stanno facendo i suoi uffici, ma mi piacerebbe che mi rispondesse l’Autorità regionale preposta alla pianificazione, nella consapevolezza che fino ad oggi, a più di un anno dal suo insediamento – con riferimento al Governo regionale – non ha ritenuto di affrontare con un’apposita iniziativa di legge la questione urbanistica più generale all’interno della quale predisporre adeguate soluzioni, non solo per il recupero degli agglomerati abusivi (per esempio ripristinando i Piani particolareggiati di recupero urbanistico), ma soprattutto adeguate misure per i cosiddetti “insanabili” oggi abbandonati alle demolizioni di massa ovvero – in odiosa alternativa – all’imposizione di un “affitto” (un vero e proprio “pizzo”) che imprevedibilmente rende abitabili e agibili le costruzioni insanabili, ma dopo averle acquisite al patrimonio comunale.

P.s.

Il Comune al quale si fa riferimento in questo articolo è Valderice, in Provincia di Trapani: ma quello che succede a Valderice succede in tanti altri Comuni della Sicilia. 

I Comuni ne hanno inventata un’altra per fare ‘cassa’ sulla pelle dei cittadini: acquisiscono le case abusive e le affittano…

 

11 gennaio 2019

Autore

TimeSicilia


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