Vertenza ex sportellisti: a che gioco stanno giocando CGIL, CISL e UIL?
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Vertenza ex sportellisti: a che gioco stanno giocando CGIL, CISL e UIL?


Time Sicilia

Ce lo chiediamo alla luce di un comunicato stampa che li vede, ‘improvvisamente’, protagonisti di una vicenda nella quale, negli anni passati, li abbiamo visti come ‘silenziosi’, se non assenti. Ci sono certe cose, nel sindacalismo siciliano targato ‘triplice’, che sono incomprensibili. Insomma, per dirla tutta, il rinnovato interesse di CGIl, CISL e UIL nella vertenza degli ex sportellisti ci lascia un po’ stupiti… 

Sembrava cosa fatta. Ma ieri l’annosa vicenda dei lavoratori degli ex Sportelli multifunzionali ha registrato una coda di polemiche. Che è successo?

Cominciamo con un comunicato di CGIL, CISL e UIL:

“Il Governo Crocetta festeggia l’Autonomia siciliana, ma nel frattempo fallisce ancora una volta l’approccio ai problemi sociali, e tradisce anche la volontà espressa dal Parlamento siciliano di recuperare al lavoro tutte le professionalità presenti nel bacino e di non lasciare nessuno di questi lavoratori senza reddito”.

Ieri i sindacalisti della Formazione professionale sono stati convocati negli uffici dell’assessorato regionale al Lavoro per discutere della questione ex sportellisti. E’ noto che c’è un articolo della legge Finanziaria regionale 2017 che prevede di far tornare a lavorare questo personale.

Ma ieri, leggiamo nel comunicato di CGIL, CISL e UIL, “la tensione è salita quando l’assessore al Lavoro ha lasciato poco dopo i lavori avviati dal tavolo per raggiungere la sede della festa dell’Autonomia”.  da qui le proteste dei sindacalisti.

All’incontro erano presenti anche i deputati regionali Toto Cordaro e Vincenzo Figuccia e una delegazione di lavoratori.

“I deputati insistono nella loro interpretazione della norma – leggiamo sempre nella nota delle due organizzazioni sindacali – che tuttavia consentirebbe con le risorse del bilancio regionale appostate solo 26 giorni di lavoro per tutti gli ex sportellisti. Manca la previsione di utilizzo della maggior parte dei lavoratori interessati, si ipotizza, solo con gradualità legate alle procedure europee, l’utilizzo di figure specialistiche spesabili nei progetti”.

I sindacati chiedono “che venga applicata la legge, senza scelte demagogiche e pre-elettorali, e si restituisca alla Regione un vero sistema delle politiche attive del lavoro. Ai lavoratori degli ex sportelli venga offerta una serie di opportunità che veda il recupero al lavoro di tutti i lavoratori della platea”.

FLC CGIL, CISL Scuola e Formazione, UIL Scuola concludono “per risolvere i problemi servono progettualità e idee chiare, e non chiacchiere. Nonostante la norma messa in finanziaria delinei il percorso per la ricollocazione di lavoratori degli ex sportelli, le risorse appostate sono utili alla retribuzione di un solo mese di stipendio”.

Su facebook leggiamo una nota di Adriana Vitale, l’ex sportellista che si batte da anni per riavere il proprio posto di lavoro:

“Durante la riunione è venuta fuori un frase, facile demagogia di chi non ha seguito la vicenda degli operatori ex Sportelli multifunzionali, ma misera retorica di chi conosce fatti e responsabilità: ‘I politici vi hanno preso in giro per meri scopi elettorali’. Voglio ribadire con forza, e senza tema di smentita, che i deputati li abbiamo coinvolti noi, spiegando ad uno ad uno chi siamo, cosa abbiamo fatto e da dove proveniamo, in questi tre lunghi anni. Hanno compreso, e in maniera del tutto trasversale, tanto l’utilità della nostra professionalità quanto il dramma sociale che stiamo vivendo e all’unanimità hanno approvato una norma che ha un percorso lungo e faticoso, fatto di lacrime e sudore, di forza e determinazione”.

“Questa norma ha tanti padri, quindi nessun padre – sottolinea ancora Adriana Vitale – meglio tacere che ricorrere a inutili pregiudizi. Continuare a ripetere, tra l’altro da chi non dovrebbe neppure fiatare, che è stata una mossa elettorale, offende la loro intelligenza prima che la nostra. Oggi (ieri per chi legge ndr) sono stata ad un tavolo che aveva un sapore surreale, un film visto e rivisto a tal punto da diventare nauseante, indigesto. Possono fare e dire tutto ciò che vogliono, il Parlamento è sovrano e ha deciso. La norma è chiara, stabilisce criteri univoci e astratti, va solo applicata, rispettata e fatta rispettare. Punto”.

A questo punto Adriana Vitale attacca CGIL, CISL e UIL, tre organizzazioni sindacali che, in questi quattro anni e mezzo, sullla vertenza dei lavoratori della Formazione professionale e degli ex Sportelli mutifunzionali non hanno certo brillato:

“Chi ripete che le risorse messe a disposizione coprono solo un mese – scrive Adriana Vitale – mente sapendo di mentire, in quanto oltre ai sei milioni regionali (ricordo apertura di capitolo in bilancio), la norma parla chiaramente di risorse nazionali e comunitarie, appostate nelle delibere, quindi non si tratterebbe di un mese di lavoro se solo l’amministrazione si fosse fatta trovare preparata con un percorso già segnato dalle suddette delibere. La norma stabilisce in maniera astratta i principi, le risorse sono più che sufficienti per iniziare a lavorare per lungo tempo”.

Segue un’altra nota, sempre di Adriana Vitale:

“La tregua è finita, solo un’illusione che è durata lo spazio di due settimane e ci ritroviamo al punto di partenza. Incontri, tavoli, chiacchiere, tutto fumo e niente sostanza. Sono riusciti a complicare persino un percorso lineare e disegnato, un semplice atto in un groviglio di parole dette e ridette. Doveva essere la giornata dei fatti, sono riusciti in un colpo solo ad annullare tre anni di disperazione, come se non fossero trascorsi e con maestria hanno tentato, invano, di riportarci a quando nessuna luce o spiraglio esisteva per noi. Giri di parole a tratti offensivi, inutili quanto insignificanti”.

“Le stesse frasi trite e ritrite – leggiamo sempre nella nota su facebook della battagliera ex sportellista – ma stavolta non funziona più, stavolta un fatto nuovo ha messo fine a intrighi, a vuote parole, a lacrime di plastica, le lacrime vere sono state tutte versate. Il Parlamento sovrano ha deciso e semplificato, possono alzare tutti i muri e i paletti che vogliono, la legge è legge e la faremo rispettare con lo stesso ardore di chi l’ha voluta insieme a noi, che è autentico come si evince dal terremoto politico che si è creato, dalle determinazioni che fin da subito sono state adottate dai parlamentari. Questa volta lo schiaffo non è arrivato solo a noi, lo schiaffo è arrivato anche a chi ha lavorato incessantemente per una soluzione vera, sapremo ritornare al mittente lo stesso sonoro schiaffo, questa volta non porgeremo l’altra guancia, questa volta non siamo soli, abbiamo il supporto di donne e uomini che sapranno far tradurre in fatti il loro stesso volere”.

“Il tempo delle chiacchiere è finito, come pure quello dei banchetti – conclude Adriana Vitale -. Pochi soggetti sono riusciti in un’impresa proibitiva: il ritorno nel bilancio regionale, adesso si chiede il supporto di tutti coloro i quali andranno a firmare un contratto, perché un contratto lo firmeremo, questa è una certezza. La piazza piena fa tremare i palazzi ed è quello che adesso diventa indispensabile. Mercoledì alle ore 10.30 in piazza Parlamento per pretendere il rispetto della legge e supportare la battaglia che si è spostata dentro i palazzi”.

Mercoledì la vicenda verrà discussa in una riunione della commissione Cultura e Lavoro dell’Ars. Si chiede l’applicazione della legge.

P.S.

Se proprio dobbiamo essere sinceri, non riusciamo a capire l’intervento di CGIL, CISL e UIL. Queste tre organizzazioni sindacali – chi più, chi meno – fino ad oggi, non hanno mai sviluppato un’azione di protesta seria nei riguardi del Governo regionale di Rosario Crocetta. Solo la CGIL siciliana, a sprazzi, ha manifestato critiche, ma non ha mai forzato la mano. Mentre CISL e UIL hanno addirittura appoggiato, insieme con il Governo Crocetta, il fallimentare referendum dello scorso 4 dicembre voluto e perso dal Governo Renzi.

Sulla Formazione queste tre organizzazioni sindacali hanno retto il gioco al Governo Crocett6a e agli assessori alla Formazione che si sono avvicendati.

Lo diciamo con estrema chiarezza: non riusciamo a comprendere il ‘rinnovato’ interesse di CGIL, CISL e UIL a una vertenza – quella degli ex sportellisti – nella quale non li abbiamo mai visto in prima file.

A che gioco stanno giocando,l in questa vicenda degli ex sportellisti, CGIL, CISL e UIL della Sicilia?   

16 maggio 2017

Autore

TimeSicilia


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