Vertenza Sviluppo Italia Sicilia, a FABI attacca Crocetta: “Fugge come un coniglio!”
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Vertenza Sviluppo Italia Sicilia, a FABI attacca Crocetta: “Fugge come un coniglio!”


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Questa, in effetti, non l’avevamo ancora sentita: definire l’attuale presidente della Regione siciliana, Rosario Crocetta, “un coniglio che fugge dalle proprie responsabilità” è nuova. Ma se osserviamo quello che è avvenuto, non possiamo non dare ragione a chi ha apostrofato così l’attuale Governatore dell’Isola: la FABi siciliana e, in particolare, il suo leader storico, Carmelo Raffa 

Su Rosario Crocetta ne abbiamo sentite tante. Ma è la prima volta che qualcuno lo definisce un “coniglio in fuga”. A utilizzare questa formula linguistica è il coordinatore regionale della FABI siciliana, Carmelo Raffa, uomo di solito pacato. Se Raffa usa questi toni, ebbene, un motivo ci sarà: e infatti c’è: ieri, il presidente della Regione, Crocetta, ha convocato i sindacati per parlare del futuro dei lavoratori di Sviluppo Italia Sicilia. Poi, però, il Governatore dell’Isola se l’è data a gambe proprio come un coniglio…

“Mentre i partiti sono alle prese con la definizione delle liste per le elezioni regionali – scrive Raffa – tanti precari dell’era Crocetta si ritrovano senza lavoro, senza stipendio ed in mezzo alla strada.
Evidenziamo ancora una volta il dramma che stanno vivendo gli ex dipendenti di una società controllata al 100% dalla Regione Sicilia che, nei fatti, ha dimostrato di aver agevolato decine e decine di aziende a decollare. Si tratta chiaramente di Sviluppo Italia Sicilia che, per volontà politica, è stata dichiarata fallita e dal Governo della Regione”.

Per la cronaca – visto che noi siamo abituati a dire le cose per come sono, facendo nomi e cognomi – il responsabile del fallimento di Sviluppo Italia Sicilia è l’assessore-commissario della Regione siciliana imposto da Renzi, Alessandro Baccei.

Sviluppo Italia Sicilia – come sottolinea Raffa – svolgeva bene il compito che le era stato affidato: far decollare le imprese siciliane. ma il mondo che ruota attorno a Renzi – del quale Baccei è espressione piena – ha tanti, troppi interessi in questo mondo fatto di banche, di star-tup e, in generale di quella economia che va avanti a colpi di gestione di fondi pubblici in nome e per conto delle imprese.

Era quasi impossibile che, anche su questo fronte, la Sicilia non venisse depredata, con l’avallo degli ascari che dal 2009 fanno il bello e il cattivo tempo in Sicilia.

Nel caso dei circa settanta lavoratori di Sviluppo Italia Sicilia – società che avrebbe dovuto avere la copertura politica di un ‘pezzo’ del centrosinistra – come ricorda Raffa, era stata assicurata la salvaguardia dei posti di lavoro.

“Al riguardo – osserva sempre il coordinatore della FABI siciliana che, lo ricordiamo, è l’organizzazione sindacale che ha il maggiore numero di lavoratori iscritti in Sicilia – c’è da rilevare che il Parlamento dell’Isola, con il voto determinante delle opposizioni, ha approvato un’apposita legge per salvaguardare l’occupazione dei lavoratori di questa società”.

I lavoratori di Sviluppo Italia Sicilia, per la cronaca, avrebbero dovuto essere assunti dalla SAS, una società controllata dalla Regione, prima dell’estate.

“Dopo tanti incontri sindacali presso l’assessorato regionale all’Economia – scrive sempre Raffa – e dopo tante dichiarazioni da parte delle autorità interessate che tranquillizzavano gli interessati sul loro futuro, d’improvviso arriva un parere non vincolante che consiglia di non procedere all’assunzione di questi lavoratori”.

Siamo arrivati ai fatti di ieri:

“Ieri il Governatore Crocetta – dice sempre il coordinatore della FABI siciliana – doveva ricevere i sindacalisti per ridiscutere la situazione e invece… li ha lasciati dietro la porta. Chiediamo al signor Crocetta, che è il maggiore responsabile di questo disastro, di non fuggire come un coniglio e di assumersi la responsabilità di ridare serenità alle persone interessate ed alle loro famiglie. Ringraziamo le forze politiche che già hanno dato solidarietà e a quelle che la daranno nei confronti degli ex lavoratori di Sviluppo Italia Sicilia. Il ringraziamento maggiore, però, lo riserviamo a chi opererà con concretezza”.

Che dire? Che se ne parlerà nella prossima legislatura. Quando – questo è quello che ci auguriamo – il nuovo Governo regionale, che non dovrebbe essere ancora di centrosinistra, toglierà agli amici di Renzi la gestione di un settore delicato del quale si occupava Sviluppo Italia Sicilia.

Sarà il prossimo Governo regionale – e non certo gli ascari che hanno ceduto anche questo segmento della vita pubblica siciliana ai toscani – a ridare serenità a questi lavoratori.

3 ottobre 2017

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