Vi raccontiamo perché PD, bersaniani, Sinistra Italiana e orlandiani debbono affossare la candidatura di Ottavio Navarra
Editoriale, Politica

Vi raccontiamo perché PD, bersaniani, Sinistra Italiana e orlandiani debbono affossare la candidatura di Ottavio Navarra


Time Sicilia

La lista alternativa al PD che si dovrebbe presentare alle elezioni regionali del 5 novembre sta diventando una commedia degli inganni. L’obiettivo del PD e di Leoluca Orlando è mandare all’aria questo esperimento che potrebbe togliere seggi, nella futura Assemblea regionale siciliana, al Partito Democratico e alla lista-papocchio in sostegno di Fabrizio Micari che sta mettendo a punto lo stesso sindaco di Palermo (con la ‘benedizione’ di Renzi) utilizzando in modo improprio il suo ruolo di presidente dell’ANCI Sicilia    

Era cominciata con una candidatura seria: quella di Ottavio Navarra: candidato alla presidenza della Regione siciliana per la sinistra alternativa al PD. Ma come succede sempre in Sicilia dalla fine degli anni ’80 del secolo passato ad oggi, quando la sinistra si mescola con Leoluca Orlando e i suoi seguaci e con gli eredi del Pci siciliano consociativo (che nel corso degli anni hanno assunto tanti nomi: PDS, DS e da qualche anno Partito Democratico) tutto si trasforma in un’operetta oscena.

E così sta finendo anche stavolta. Come già detto, il tentativo di costruire, in occasione delle elezioni regionali del 5 novembre,  una lista alternativa al PD renziano – perché in Sicilia tutto il PD è renziano – era cominciato bene: c’era Rifondazione comunista regionale non ‘contaminata’ dagli ‘inciucioni’ orlandiani di questo partito a Palermo; c’era un ‘pezzo’ della CGIL siciliana; e c’erano tante persone lontane dalle disastrose esperienze politiche e amministrative di Leoluca Orlando e del PD.

Si era arrivati alla candidatura di Ottavio Navarra, cresciuto sì nel Pci, ma rimasto autonomo dalle degenerazioni ‘teratologico-politiche’ di questo partito.

Erano stati opportunamente lasciati a casa non soltanto Articolo 1 MDP e Sinistra Italiana, ma anche i ‘compagni’ di Rifondazione comunista di Palermo, un Comune disastrato amministrato con i piedi da una coalizione di centrosinistra che si accompagna ai cosiddetti ‘Angelini’ (al secolo i trasformisti seguaci del Ministro Angelino Alfano).

I ‘compagni’ di Rifondazione comunista di Palermo e ‘pezzi’ di SEL rappresentati dal parlamentare nazionale, Erasmo Palazzotto, erano stati opportunamente lasciati a casa alla luce, anche, della già citata, fallimentare amministrazione comunale di Leoluca Orlando: vedi immondizia non raccolta per le strade, assenza di raccolta differenziata dei rifiuti, tasse e imposte comunali alle stelle, una ZTL che non è una ZTL ma una tassa di circolazione automobilistica abusiva che ha fatto fallire centinaia di esercizi commerciali, forse, a quanto pare, per fare spazio a gruppi commerciali nazionali, abusivismo edilizio dilagante e, addirittura, Mondello – la zona a mare della città – dove si costruisce senza strumenti urbanistici eccetera eccetera.

Insomma, sembrava una cosa seria, la lista alternativa al PD siciliano per le elezioni regionali: una lista e una candidatura per la presidenza della Regione – la già citata candidatura di Ottavio Navarra – in grado di provare a far tornare alle urne migliaia e migliaia di uomini e donne di sinistra che, in Sicilia, non si recano più a votare perché nauseati da Renzi, dal crocettismo, dal cracolicismo, dal faraonismo, dal marzianismo, dal giovannipanepintismo, e via continuando con i disastri politici del PD.

Quando la candidatura di Ottavio Navarra ha cominciato a prendere piede sono iniziate le grandi manovre per mandare all’aria tutto. Illustriamole.

Due formazioni politiche che in Sicilia non conosce nessuno – Sinistra Italiana e Articolo 1 MDP – che per tre mesi e forse più hanno trattato con Leoluca Orlando e con i seguaci del citato Ministro Alfano per spartirsi le poltrone al Comune di Palermo e per organizzare le liste con il PD alle elezioni regionali del prossimo novembre, hanno scoperto ‘improvvisamente’ di essere di sinistra. E hanno deciso di interrompere le trattative con Leoluca Orlando – che invece di fare il sindaco di Palermo si è sostituito, per conto di Renzi, al segretario del PD siciliano, Fausto Raciti, per gestire le elezioni regionali –  e hanno deciso che la sinistra siciliana alternativa al PD deve presentarsi “unita”.

“Unita” con chi? E qui arriva il bello.

La cosa incredibile non è che gli sconosciuti di Sinistra Italiana e i quattro gatti di Articolo 1 MDP, dopo aver trattato con Orlando e il PD per mesi, si siano convertiti alla sinistra: la cosa incredibile è che i vari Navarra e via continuando abbiano accettato, nel nome dell’unità della sinistra alternativa al PD, di andarsi sedere al tavolino con chi, per mesi, ha trattato con il PD e che, con molta probabilità, con chi, sottobanco, tresca ancora con il PD!

Anche i rifondaroli di Palermo ed Erasmo Palazzotto (che insieme si sono candidati in sostegno di Orlando con la lista ‘Sinistra comune’ e che amministrano la città con lo stesso Orlando hanno ‘scoperto’ anche loro di essere di sinistra: e, pur amministrando Palermo con gli ‘Angelini’, cioè con il seguaci del Ministro Angelino Alfano e con il PD, hanno deciso, anche loro, di partecipare alla lista che alle elezioni regionali dovrebbe essere alternativa al PD!

Avete già chiara l’operetta oscena, no? Proviamo a descriverla ancora.

Ecco i bersaniani di Articolo 1 MDP e Sinistra Italiana: hanno abbandonato il papocchio che Leoluca Orlando sta preparando per le elezioni regionali con la candidatura di Fabrizio Micari (l’attuale rettore dell’università di Palermo che si è candidato alla presidenza della Regione per il centrosinistra e che non ne vuole sapere di lasciare la poltrona di rettore!). Dicono, i bersaniani di Articolo 1 MDP e Sinistra Italiana, che loro, alle elezioni regionali, non possono stare in alleanza con il Ministro Alfano.

Se è così perché, al Comune di Palermo, si accompagnano con Alfano e alfaniani? Quello che possono fare al Comune di Palermo non lo possono fare alla Regione? Pensano veramente, questi signori, di essere i più furbi di tutti?

Queste semplici domande, ieri, qualcuno avrebbe dovuto porle ai dirigenti di Articolo 1 MDP, a Sinistra Italiana e ai ‘geni’ di Sinistra comune, la già citata e male affastellata ammucchiata elettorale che vede assieme i rifondaroli orlandiani di Palermo e ‘pezzi’ sparsi di SEL di Vendola.

Perché ieri? Perché ieri, a Enna, è andata in scena la grande assise di questa ‘presunta’ sinistra alternativa al PD. Che si è risolta in un nulla di fatto.

Già, un nulla di fatto. Non tanto e non soltanto perché nessuno ha fatto emergere le ambiguità di fondo di Articolo 1 MDP, Sinistra Italiana e Sinistra comune di Palermo, ma anche perché, a due mesi dalle elezioni regionali, quello che, già da tempo, era il candidato designato alla presidenza della Regione, il già citato Ottavio Navarra, adesso non è più candidato.

In pratica, i bersaniani di Articolo 1 MDP, gli esponenti di Sinistra Italiana e Sinistra comune sono riusciti a bloccare la candidatura di Ottavio Navarra alla presidenza della Regione. Per conto di chi? Indovina indovinello…

Le due formazioni politiche che fino a pochi giorni fa trattavano con Orlando e il PD – parliamo sempre dei bersaniani di Articolo 1 MDP e di Sinistra Italiana – propongono un proprio candidato. E sapete chi? Claudio Fava. Sì, proprio lui, quello che, cinque anni fa, ritirandosi da candidato alla presidenza della Regione con una motivazione un po’ rocambolesca (un problema di residenza) ha, di fatto, determinato l’elezione di Rosario Crocetta alla presidenza della Regione.

Se Claudio Fava, alle elezioni regionali di cinque anni fa, fosse rimasto candidato, Crocetta, il senatore Giuseppe Lumia, il PD e Confindustria Sicilia l’elezione di Crocetta l’avrebbero visto con il binocolo.

Questo perché nonostante l’appoggio di Berlusconi, Alfano, Firrarello e Castiglione che non facevano votare l’allora candidato del centrodestra, nello Musumeci; nonostante i voti messinessi di Francantonio Genovese, che faceva votare Crocetta; nonostante la presenza, come candidato alla presidenza della Regione, di Gianfranco Miccichè, sostenuto in parte da Raffaele Lombardo, candidatura messa in piedi per ‘pugnalare’ Nello Musumeci; insomma, nonostante tutto questo, Fava in lista come candidato della sinistra avrebbe tolto voti a Crocetta (anche allora non era difficile togliergli i voti) e avrebbe determinato la vittoria di Musumeci.

Questi sono i fatti. Claudio Fava, tra l’altro, è un esponente di SEL di Nicki Vendola, partito che dopo tutto quello che ha combinato lo stesso Vendola quando era presidente della Regione Puglia non dovrebbe avere più voce in capitolo nei prossimi duemila anni.

Fava, infine, eletto parlamentare nazionale dopo le elezioni regionali del novembre 2012 con i voti del PD, è stato vice presidente della peggiore commissione nazionale Antimafia della storia del Parlamento italiano. Una commissione Antimafia, presieduta da Rosy Bindi, che non trovava nulla di strano nella gestione della Sezione per le misure di prevenzione presso il Tribunale di Palermo presieduta da Silvana Saguto.

Anche questa è storia. E poi?

Sarà un’assemblea generale di tutti i soggetti alternativi al PD siciliano, o ‘presunti’ tali – questo è ciò che abbiamo capito – a indicare il candidato alla presidenza della Regione siciliana. Con i bersaniani siciliani e Sinistra Italiana che idicano come candidato alternativo a Ottavio Navarra proprio Claudio Fava…

Quello che sta succedendo, se proprio la dobbiamo dire tutta, è ridicolo.

I bersaniani di Articolo 1 MDP, Sinistra Italiana e Sinistra comune di Palermo non hanno nulla a che spartire con la sinistra alternativa al PD.

Perché, allora, stanno inscenando questa gazzarra presentandosi come soggetti di una sinistra alternativa al PD anche se non lo sono?

In politica non contano solo i passaggi intermedi, ma contano anche l’umore elettorale e i risultati finali.

L’umore elettorale dice che una sinistra alternativa al PD deve essere credibile. Ma Articolo 1 MDP, Sinistra Italiana, in Sicilia, non sono credibili come soggetti di sinistra. La loro presenza in una lista alternativa al PD allontanerebbe gli elettori di sinistra.

Questo perché i vari Angeli Capidicasa e Marielle Maggio – per citare due esponenti dei bersaniani siciliani – hanno molto a che vedere con il PD e nulla a che spartire con la sinistra.

Idem per gli esponenti di Sinistra Italiana, che fino a prima della ‘conversione’ a sinistra pendevano dalle labbra di Leoluca Orlando.

E ancora idem per Sinistra comune, altri orlandiani ‘travestiti’ da politici di sinistra.

La verità è che una lista di sinistra realmente alternativa al PD – senza i ‘cascami’ del PD (Articolo 1 MDP e Sinistra Italiana) e senza gli orlandiani (Sinistra comune) – ‘rischierebbe’ di portare al voto le migliaia e migliaia di uomini e donne di sinistra della Sicilia che non vanno più a votare perché nauseati dal PD, da Renzi e, visto che siamo in Sicilia, dal crocettismo, dal craolicismo, dal faraonismo, dal mazianismo e via continuando.

La verità è che una lista con Ottavio Navarra candidato presidente e con volti nuovi in tutte le circoscrizioni della Sicilia – una lista lontana mille miglia dai giochi e dagli intrallazzi del PD, di Articolo 1 MDP, di Sinistra Italiana, di Leoluca Orlando e dei suoi ‘ventriloqui’ – potrebbe anche superare il quorum del 5% e togliere seggi, nella futura Assemblea regionale siciliana, a un PD in caduta libera e alla lista che Orlando sta mettendo a punto (per conto di Renzi e del loro candidato, Fabrizio Micari) sfruttando impropriamente il suo ruolo di presidente dell’ANCI Sicilia.

Il problema è tutto lì. Altro che sinistra alternativa al PD!

1 settembre 2017

Autore

TimeSicilia


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