Vincenzo Figuccia: “Sono con Musumeci per il rinnovamento della politica. Miccichè? Si candidi su Marte”
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Vincenzo Figuccia: “Sono con Musumeci per il rinnovamento della politica. Miccichè? Si candidi su Marte”


Time Sicilia

Intervista al parlamentare regionale di Forza Italia, Vincenzo Figuccia. “Alla Sicilia oggi serve il rinnovamento della politica. Il Governo di Rosario Crocetta è stato un disastro. Ma anche i precedenti Governi siciliani di centrodestra non hanno certo brillato. Dobbiamo essere onesti e riconoscerlo. Appoggio Nello Musumeci per rinnovare il centrodestra e la politica”

“Chi l’ha detto che la politica, in Sicilia, si deve fare per forza da deputato regionale? Per quanto mi riguarda, se non riusciremo a portare avanti l’opera di rinnovamento del centrodestra siciliano con Nello Musumeci posso anche non ricandidarmi”.

Così parla Vincenzo Figuccia, parlamentare regionale di Forza Italia tra i primi ad appoggiare la candidatura di Nello Musumeci alla presidenza della Regione. Figuccia si è esposto in prima persona già da qualche tempo, in un partito – Forza Italia – dove il ‘padrone’ (perché Berlusconi, prima che essere leader di Forza Italia, è il ‘padrone’ di questo partito: cosa che fa sempre pesare) ha altre idee per la testa.

Con molta probabilità, Berlusconi e il suo sistema di potere debbono aver ‘chiuso’ qualche accordo con la solita, vecchia Sicilia (che l’ex Cavaliere conosce molto bene non da ora, ma da anni…). Per Berlusconi la candidatura di Musumeci è fumo negli occhi.

Da miliardario capriccioso e prepotente, Berlusconi sa che il centrodestra unito, in Sicilia, ha buone possibilità per vincere le elezioni. Ma all’ex Cavaliere non interessa vincere: vuole stravincere.

La sua idea della politica è stata sempre simile a quella dei gesuiti che, nel ‘500, piombarono nel Paraguay. Come i gesuiti in Sudamerica, Berlusconi pensa di essere, in Italia, il depositario del ‘verbo’ del centrodestra: un ‘verbo’ da imporre a tutti, magari con i metodi della Compagnia di Gesù nei Paesi sudamericani, al netto di qualche ‘vizio’ al quale non se la sente di rinunciare…

Per Berlusconi la Sicilia è una ‘colonia’ da sfruttare: in questo la pensa esattamente come il suo amico e sodale Renzi. Lui i siciliani si ha sempre presi in giro: e vuole continuare a farlo.

Sulla sua strada, però, ha incontrato Nello Musumeci che non si è andato ad inginocchiare al suo cospetto: e la cosa gli dà molto fastidio.

Il suo candidato alla presidenza della Regione è l’avvocato Gaetano Armao, già assessore regionale del Governo di Raffaele Lombardo, personaggio, quest’ultimo, che in comune con Berlusconi ha i guai giudiziari.

Per Berlusconi, il fatto di avere ingannato i siciliani con la promessa del ponte sullo Stretto di Messina mai realizzato,  del casinò di Taormina mai riaperto e dei grandi investimenti nelle infrastrutture rimasti un miraggio non è un problema. Nonostante questi flop vorrebbe che il centrodestra siciliano gli desse di nuovo carta bianca.

Lui, Berlusconi, vorrebbe candidare Armao. Ma sta toccando duro.

“Ma io non voglio parlare di Berlusconi – ci dice Figuccia -. Voglio parlare della Sicilia. Della terra in cui vivo. Giustissimo criticare il Governo regionale di Rosario Crocetta. Lo faccio da cinque anni. A Sala d’Ercole e anche fuori dal Parlamento siciliano. Faccio opposizione stando in mezzo alla gente. Accanto a chi soffre a causa delle scelte scellerate del Governo Crocetta”.

Figuccia è uno dei parlamentari dell’Ars che difende i mille e 800 dipendenti degli ormai ex Sportelli multifunzionali licenziati dal Governo Lombardo e tenuti a ‘bagno-maria’ dal Governo Crocetta. Nonostante una legge e i fondi che consentirebbe il loro reinserimento del mondo del lavoro, Crocetta & compagni bloccano tutto.

Con gli sportellisti il parlamentare ha protestato con lo sciopero della fame.

“Faccio opposizione al Governo Crocetta – aggiunge il parlamentare regionale di Forza Italia -. Ma dobbiamo essere onesti: cosa hanno fatto i Governi regionali precedenti di centrodestra? Ve lo dico io: hanno fatto poco o nulla. Per questo al centrodestra siciliano e, in generale, alla politica siciliana serve un profondo rinnovamento. E credo che la candidatura di Musumeci rappresenti una rottura con i Governi regionali del passato”.

In effetti, il Governo Lombardo – del quale Armao era l’assessore di riferimento – è stato disastroso. E se proprio dobbiamo essere onesti, va detto che lo sfascio della sanità in Sicilia, lo sfascio nella gestione dei beni culturali, lo sfascio nella Formazione professionale, lo sfascio nelle politiche del lavoro, lo sfascio nella gestione della ‘macchina’ regionale, lo sfascio degli assessori che diventavano dirigenti generali e viceversa li avvia il Governo Lombardo.

Il Governo Crocetta – di centrosinistra come il Governo lombardo – eredita lo sfascio della Regione siciliana e lo porta alle estreme conseguenze.

“Non credo che, oggi, il centrodestra siciliano debba presentarsi con gli uomini che, nel passato, anche recente, hanno già fallito – dice sempre Figuccia -. Non credo che i protagonisti del ‘trapassato remoto’ debbano avere ancora voce in capitolo”.

Gli citiamo il parlamentare Francesco Scoma, che lo ha attaccato a proposito della conferenza stampa di qualche giorno fa convocata all’Ars da Figuccia:

“Non replico a Scoma – dice -. Fa parte del passato. Rappresenta il passato di Forza Italia in Sicilia. Ma non è il solo. Anche Gianfranco Miccichè ha fatto ormai il proprio tempo”.

Lo sa – aggiungiamo – che lei rischia la non candidatura?

“Certo che lo so – ci risponde -. Ma voi immaginate che non abbia messo nel conto i loro giochi di potere? Questi, all’ultimo momento, sarebbero capaci di fare sparire pure i documenti relativi alla mia candidatura. L’ho detto e lo ribadisco: la politica si può fare anche fuori dal ‘Palazzo’. Comunque andranno le cose, continuerò a stare in mezzo alla gente. Del resto, sono un sociologo. Per me è stato naturale fare politica in mezzo alle persone. Mi piace ascoltare”.

Ultima domanda: ma a suo avviso, alla fine Miccichè si candiderà per provare a tornare all’Ars?

“Miccichè, ormai, si può candidare solo su Marte. Forse lì lo voterebbero…”.

 

 

 

24 agosto 2017

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TimeSicilia


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